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150° dell'Unità d'Italia
Modulo di iscrizione al Centro Studî Civitanovesi

Rassegna Stampa


 

 

Corriere Adriatico del 26 maggio 2013

Art. Corriere Trabaccolo 26 Mag. 13 p. VI.jpg

 


 

Resto del Carlino del 21 novembre 2012

Resto del Carlino del 21 novembre 2012

 


 

Corriere Adriatico del 12 febbraio 2012

Corriere Adriatico del 12 febbraio 2012

 


 

Resto del Carlino del 12 febbraio 2012

Resto del Carlino del 12 febbraio 2012

 


 

Resto del Carlino del 31 gennaio 2012

Resto del Carlino del 31 gennaio 2012

 


 

Corriere Adriatico del 1 febbraio 2012

Corriere Adriatico del 1 febbraio 2012 p. IV

 


 

Resto del Carlino del 25 gennaio 2012

Resto del Carlino dek 25 gennaio 2012

 


 

Resto del Carlino del 27 gennaio 2012

Resto del Carlino del 27 gennaio 2012

 


 

Corriere Adriatico del 4 novembre 2011.

Corriere Adriatico del 4 novembre 2011

 


 

Resto del Carlino del 29 ottobre 2011.

Resto del Carlino del 28 ottobre 2011: Tornio ex Cecchetti.

 


 

Resto del Carlino del 16 ottobre 2011.

Articolo tratto dal Resto del Carlino del 16 ottobre 2011

 


 

Resto del Carlino del 8 ottobre 2011.

Il Resto del Carlino del 8 ottobre 2011

 


 

http://www.civitanovalive.it del 22 gennaio 2011.

Un fiore all'occhiello per la nostra cultura: intervista del 22 gennaio 2011 di Cvitanovalive.it al dott. Alvise Manni, presidente del Centro Studi Civitanovesi di Civitanova Marche

 


 

Corriere Adriatico del 18 dicembre 2010.

Oggi il convegno sull'Unità d'Italia


Civitanova - Si terrà oggi. a partire dalle ore 9, al teatro Conti, il convegno, patrocinato dal Comitato Interministeriale per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia e organizzato dal Centro Studi Civitanovesi in collaborazione con Archeoclub di Civitanova e la parrocchia di San Marone. Curato da Alvise Manni e Raimondo Giustozzi, l'incontro, dedicato a Franco Concetti, si intitola "Godi patria mia cara, hor ch'ituoi figli... noi (ed i) tasselli della nostra storia". La giornata di studio si articola in quattro sessioni. La prima sarà curata da lsabella Cervellini, la seconda da Anna Maria Vecchiarelli, la terza da Alfredo Maulo e laquarta da Giulietta Bascioni. Dopo il dibattito, le conclusioni di Alvise Manni, curatore del convegno.

 


Resto del Carlino del 20 novembre 2010.

L'INIZIATIVA

«Risorgimento da riscrivere»: oggi il dibattito

QUESTA SERA, dalle 21, la professoressa Angela Pellicciari sarà relatore sul tema «Il Risorgimento da riscrivere» nell'ambito del ciclo di conferenze organizzate sul tema dal Centro studi civitanovesi, presiduto da Alvise Manni. L'incontro si svolgerà al Teatro «Conti» (piazza San Marone, 5). E' il quarto degli otto incontri del ciclo di conferenze che il Centro studi civitanovesi ha ideato denominatndolo «Aitri Risorgimenti».

 


Resto del Carlino del 8 novembre 2010.

LA STORIA DEL PAESE CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Al via le celebrazioni per l'Unità d'Italia
PARTECIPAZIONE Molti i cittadini, assente la metà dei consiglieri

«LA STORIA dell'Unità d'Italia è rappresentata da un popolo che ha combattuto abbandonando lo spirito di gretto municipalismo. Una storia che ci propone periodi positivi e meno positivi, quasi a richiamare i popoli alla verifica dei principi fondanti della loro identità e della loro appartenenza». Sono le parole del sindaco Massimo Mobili, durante il consiglio comunale convocato per dare avvio alle celebrazioni del 150° anniversario dell' Unità d'Italia, organizzato in collaborazione con la biblioteca comunale. C'erano pochi consiglieri comunali— ne mancava quasi la metà — ma tanti cittadini. Molta attenzione ha riscosso l'excursus storico di Pierluigi Cavalieri sul contributo dato dalla città all' unificazione; apprezzato è stato anche l'intermezzo vocalistico-musicale del coro Jubilate. Il presidente del consiglio comunale Pierpaolo Borroni ha esortato a lavorare «per la difesa dei valori che sono alla base della nostra nazione»; Agnese Biritognolo e Fernanda Recchi hanno sottolineato invece la necessità di educare i giovani al significato profondo dell' unità del Paese». Di valori ha parlato anche Francesco Micucci, « spesso scavalcati — è il suo commento — da egoismi e tendenze scissionistiche». Per Cristina Bolzicco «è importante riflettere sulla ricchezza del processo unitario»; mentre Marco Scalabroni ha sottolineato la mancanza, soprattutto nelle nuove generazioni della «consapevolezza di essere italiani: di chi siamo e da dove veniamo».

Giuliano Forani

 


Voce delle Marche del 7 novembre 2010.

ISTITUTO DI SCIENZE RELIGIOSE: DISCORSO DI INAUGURAZIONE DELL ANNO ACCADEMICO

I cattolici felici per la fine del potere temporale
Dopo 150 anni i cattolici sono felici per la fine del Papa re. Mons. Ghidei!i ha richiamato il passaggio dalla "societas perfecta" al "popolo di Dio".

Enrico Brancozzi

Dobbiamo essere grati sia a Giovanni XXIII per aver voluto un concilio per la Chiesa Cattolica in pieno secolo XX e a Paolo VI per aver raccolto l'eredità del suo predecessore portandola a termine in modo egregio». Dal concilio, infatti, è scaturita una nuova ecclesiologia che oggi ci permette di guardare all'unità d'Italia e alla fine del potere temporale dei papi come un fatto positivo e provvidenziale. È questo in sintesi il messaggio che mons. Carlo Ghidelli, Amministratore Apostolico di Lanciano-Ortona, ha lasciato lo scorso venerdì 29 ottobre all'assemblea di studenti dell'Istituto Teologico e dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose nella prolusione d'inizio anno accademico. Intervenendo sul significato ecclesiale dei 150 anni dell'unità d'Italia, Ghidelli ha richiamato il passaggio dalla concezione di Chiesa come societas perfecta, tipica della cristianità, a quella di popolo di Dio radunato nella comunione, elaborata dalla Lumen gentium. Risiede in questo il corretto criterio ermeneutico per cogliere due visioni opposte dello stesso avvenimento storico. Il giudizio della Chiesa sul Risorgimento, infatti, è stato per circa un secolo assai negativo ed ha condotto ad un atteggiamento polemico ed intransigente. Ciò è comprensibile (sul piano storico) se si tiene conto della percezione che la Chiesa aveva di se stessa a metà dell'Ottocento. Ma non appena l'ecclesiologia ha recuperato il primato del sacramentale sull'aspetto militante, dello spirituale sul visibile, dell'interiore sul temporale, l'atteggiamento che ha condotto alla "questione romana" è sembrato del tutto anacronistico. È questo il motivo - ha affermato Ghidelli - per cui i credenti di oggi sono chiamati a guardare alla storia politica del nostro Paese con passione e spirito di servizio, esattamente come i numerosi cattolici liberali, rimasti sovente inascoltati, che hanno accompagnato ampi tratti di questo itinerario. In continuità con l'intervento di mons. Ghidelli, l'Istituto Teologico e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose hanno pensato una serie di incontri aperti a tutti sul ruolo dei cattolici nella politica del secolo scorso: 3 dicembre, ore 16.00, prof. Paolo Petruzzi: Modelli teologico-politici tra Ottocento e Novecento; 6 dicembre, prof. Romolo Illuminati: La fine del potere temporale come problema religioso; 15 dicembre, prof. Tarcisio Chiurchiù: I cattolici e la costruzione della democrazia; 17 dicembre, prof. Paolo Petruzzi: Dalla Costituente alla revisione del Concordato; 7 marzo, prof. Filippo Mignini: Romolo Murri; 11 marzo, prof. Giorgio Campanini: Luigi Sturzo; 16 marzo, on. Adriano Ciaffi: Alcide De Gasperi; 25 marzo, dott.sa Agnese Moro: Aldo Moro.

 


Corriere Adriatico del 7 novembre 2010.

Il Consiglio celebra l'Unità d'Italia

Solenne cerimonia a Palazzo Sforza. Illustrate le ricerche storiche di Cavalieri
Ricordate le figure che fecero ii Risorgimento in città. Tante le iniziative per festeggiare l'evento

EMANUELE PAGNANINI
Civitanova - Il 20 settembre del 1860 sul palazzo dell'attuale delegazione comunale di Civitanova Alta sventolò per la prima volta il Tricolore. Poco più di un mese dopo (il 23 ottobre), si riunì per la prima volta la Commissione Municipale (nominata da un regio delegato, non eletta), istituzione antenata dell'odierno consiglio comunale. Tra il 4 e il 5 dicembre di quell'anno, infine, si tenne il plebiscito per l'annessione all'Italia: 1.175 sì contro 18 no. Questi i fatti storici ricordati da Pierluigi Cavalieri durante il consiglio comunale aperto per ricordare i 150 anni d'Unità d'Italia. Episodi, insieme ad altri, a testimoniare come i civitanove si siano stati attivi partecipi nel processo che ha portato alla nascita della nazione. Sala consiliare gremita (anche se non c'erano giovani, come ha sottolineato Agnese Biritognolo, capogruppo dell'Udc) per l'iniziativa proposta dalla biblioteca comunale "Zavatti" e recepita dal presidente del consiglio comunale. Proprio Pier Paolo Borroni ha aperto i lavori auspicando che "le nuove generazioni riacquistino quel sentimento di coscienza nazionale che portarono i loro antenati, sia di destra che di sinistra, a trasformarsi da sudditi a cittadini". Prima degli interventi, l'inno di Mameli eseguito dal coro polifonico "Jubilate", quindi l'introduzione di Marco Pipponzi, presidente della biblioteca comunale. "Questa seduta - ha spiegato - segue una serie di eventi che la biblioteca ha iniziato a progettare dallo scorso giugno. Abbiamo affidato a Pierluigi Cavalieri, storico, già presidente del Centro Studi Civitanovesi e autore del libro su Sibilla Aleramo, il compito di effettuare ricerche su cosa sia accaduto in città in quei mesi dell'autunno del 1860. Uno studio approfondito che culminerà con una pubblicazione, edita dalla biblioteca. Inoltre abbiamo già pubblicato un libricino per bambini intitolato "Buon Compleanno Italia", scritto da Carla Mascaretti e illustrato da Milo Renzi, un ragazzino che con la matita ci sa fare. Sarà distribuito nelle scuole che saranno coinvolte attraverso il "Progetto Letture" a riflessioni sulla ricorrenza. A marzo, infine, il maestro civitanovese Lorenzo Di bella e l'orchestra filarmonica delle Marche terranno un concerto sinfonico". Dal sindaco Massimo Mobili un elogio al lavoro di Cavalieri "attraverso il quale è stato riscoperto come Civitanova sia stata parte attiva nel processo di unificazione e non si sia limitata ad accettare una nazione piovuta dall'alto". Quindi lo storico civitanovese che ha ricordato una figura fondamentale: quella del conte Giacomo Ricci. "Maceratese di nascita ma civitanovese d'adozione - ha detto - è stato sindaco della città negli anni seguenti all'Unità. Cattolico liberale, ha vissuto un conflitto interno in quegli anni ma è stato protagonista del Risorgimento, tanto da avere contatti e rapporti a livello nazionale".


E Vittorio Emanuele II dormì a Civitanova

Civitanova - Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia, ha soggiornato per una notte a Civitanova mentre si recava all'incontro con Garibaldi a Teano. Risulta dalla ricerca di Pierluigi Cavalieri, esposta in Consiglio. Era l'ottobre del 1860quando il Re fu ospitato a palazzo Frisciotti a Civitanova Alta. La famiglia nobiliare, grazie a Pier Francesco Frisciotti, fu tra le più grandi sostenitrici del Risorgimento marchigiano. Lo stesso Frisciotti fu a capo de I Cacciatori delle Marche, formazione para-militare che preparò il terreno al passaggio dell'esercito piemontese prima della battaglia di Castelfidardo. Membri della famiglia presero parte alla giunta comunale (20 settembre 1860), nominata da quella provinciale che era presieduta dal conte Giacomo Ricci. Il presidente (carica similarea quella di sindaco) fu Saverio Guizzi, esponente della borghesia delle professioni, a testimoniare come i due ceti si unirono per dar vita al Risorgimento a Civitanova.

 


Millepaesi, novembre 2010.

UN INCONTRO CHE E' STATO PARTICOLARMENTE INTERESSANTE PERCHE' HA GUARDATO ALL'OTTOCENTO ED ALLE EMERGENZE DI ALLORA
DON ALDO GIRAUDO - DON BOSCO E I GIOVANI

CIVITANOVA-LA LECTIO MAGISTRALIS DEL CHIARISSIMO PROFESSOR DON ALDO GIRAU-DO DEL 16 OTTOBRE 2010 presso il Cine - Teatro "P. A. Conti" dei Salesiani a Civitanova Marche - il terzo appuntamento del Ciclo di Conferenze ALTRI RISORGIMENTI. "Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio..." - ha visto purtroppo solo 36 presenti, che tra l'altro è il nostro record di pubblico (sic). Nonostante si parlasse della storia "risorgimentale" di San Giovanni Bosco e della pedagogia del suo Oratorio ("Don Bosco e l'emergenza socio-educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani"), neppure nella Parrocchia dei Salesiani di San Marone siamo riusciti a convogliare le auspicate "folle oceaniche"! Eppure la pubblicità era stata fatta come si deve: affissioni pubbliche per 10 giorni, annuncio in Chiesa dopo le Messe, volantinaggio e locandine distribuite abbastanza capillarmente, centinaia di e-mail, Sito Internet, 3-4 articoli sui giornali (principalmente il "Corriere Adriatico", ma anche dalle colonne di questa testata Millepaesi che come sempre gentilmente ci ospita), incessante passaparola, etc...ma niente, questa Città sembra ostentare torpore o disinteresse a quasi tutti i livelli. E questo nonostante il calibro dei relatori sia altissimo e gli argomenti accattivanti (oltre che di moda oramai). Certo la qualità degli incontri è paragonabile a quella di un Master Universitario di II Livello (e forse questo di primo acchito può forse scoraggiare l'uomo della strada), ma a chi vincesse questo primo falso ostacolo si paleserebbe il fatto che la bravura degli oratori e la loro chiarezza espositiva, analitica e stringente, riesce a far si che anche argomenti inizialmente astrusi, siano poi spiegati in maniera semplice ed intellegibile da tutti. Certo occorre essere curiosi ed avere la predisposizione e la buona volontà di conoscere cose nuove.
Dobbiamo pure registrare, purtroppo, che c'è anche chi qualche modo "rema contro" o comunque non aiuta come potrebbe e dovrebbe: per esempio la locale Biblioteca Comunale inspiegabilmente (ed ingiustamente), almeno per i primi tre appuntamenti (di Settembre-Ottobre 2010), non ha ritenuto opportuno esporre i manifesti (con tanto di Logo Ufficiale del 150esimo ed il conseguente riconoscimento di Iniziative di Interesse Nazionale) di questo Ciclo Risorgimentale ideato e promosso principalmente dal Centro Studi Civitanovesi (assieme ad altre realtà culturali cittadine): e questo andando contro la mission di una Biblioteca che è quella di diffondere la Cultura in genere (o forse queste iniziative potevano in qualche modo "offuscare" le loro manifestazioni sul Risorgimento che sono previste di fatto solamente dal 6 Novembre in avanti?). Noi pensiamo che non si debba organizzare qualcosa "a dispetto" o in contrapposizione, ma come pluralistico arricchimento reciproco ed a vantaggio di tutti, ma evidentemente non tutti la si pensa a questo modo... Ma chiudiamo questo nostro pezzo con una nota ottimistica e propositiva: stiamo finalmente mettendo a punto, praticamente dopo un anno, il ricco ed interessante Programma del grande Convegno di Storici Locali che si terrà il giorno sabato 18 Dicembre 2010, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, sempre presso i Salesiani civitanovesi; ci onora aver ottenuto la partecipazione di decine di noti studiosi che attraverso 20 relazioni ci illustreranno importanti tasselli della Storia delle nostre Marche. Ecco i loro nomi in anteprima: Livia ANDRIGO, Renzo BISLANI, Furio CAPPELLI, Carlo CASTIGNANI, Piero CINGOLANI, Fabrizio CORTELLA, Aurelio DIGEVA, Fabio G. GALEFFl, Manfredo LONGI, Daniele MALVESTITI, Alvise MANNI, Lino PALANCA, Matteo PARRINI, Paolo PERETTI, Marco ROTUNNO, Gabriele TARSETTI, Giovanni TOMBOLINI, Anna Rita TRAINI, Giuseppe TRIVELLINI, Maria C. S. TROSCÈ, Anna Maria VECCHIARELLI, Sebastiano Franco VEROLI e Barbara ZENOBI. Speriamo di avervi numerosi al Convegno.

Alvise Manni (Presidente Centro Studi Civitanovesi)

 

 

CIVITANOVA:CONVEGNO DI STORIA LOCALE SABATO 18 DICEMBRE 2010 AL TEATRO CONTI DI SAN MARONE CON LA PARTECIPAZIONE DI VENTI RELATORI

CIVITANOVA-Sabato 18 dicembre 2010, presso il Teatro Conti di Civitanova (quartiere San Marone), si terrà un convegno di storia locale (dal mattino a tutto il pomeriggio), promosso dal Centro Studi civitanovesi, presieduto da Alvise Manni, che ci ha anticipato i nomi dei 20 relatori ed i relativi argomenti che verranno trattati. In qualche caso ci sarà forse qualche aggiustamento di tiro, ma il quadro è ormai ben delineato e le relazioni si apprestano ad essere una più interessanti delle altre. Per ogni autore noi abbiamo aggiunto, rispetto al tema trattato, qualche nota biografica, per aiutare i lettori ad avere un quadro più ampio dei protagonisti dell'evento di carattere culturale, che poi si auspica possa avere un riscontro con la pubblicazione degli atti in volume.
1. Anna Maria VECCHIARELLI, Civitanova dal Ducato Sforza Cesarini all'Unità d'Italia (1817- 1861). La Prof. Vecchiarelli è stata docente di artistica alla Media Pirandello, è Presidente dell'Archeo Club Civitanova da molti anni ed ha dato impulso a svariate iniziative, tese ad accrescere la consapevolezza dei beni culturali (ricordiamo le passeggiate estive al centro storico di Civitanova Alta) e archeologici da tutelare anche a Civitanova Marche, dove si sarebbe potuto attivare un "Antiquarium" (dove collocare tutti i reperti romani trovati in Via Cecchetti ed altrove) se si fosse trovato un locale idoneo, dotato delle caratteristiche richieste dalla Soprintendenza di Ancona. Ma il Comune di Civitanova, purtroppo, non è riuscito mai nei decenni, a reperirlo, mentre in cose del genere Municipi molto più piccoli del nostro hanno dimostrato sempre maggiore vitalità e lungimiranza.
2. Alvise MANNI, Note e precisazioni su alcuni documenti d'archivio montegallesi e civitanovesi riguardanti la Famiglia di Annibale Caro. Manni coordina da qualche anno il Centro Studi Civitanovesi, ha promosso e tenuto convegni sul Caro, curando anche una pubblicazione, e tira le fila di questa iniziativa, come ha curato Altri Risorgimenti, una serie di conferenze che si sono tenute nel mese di ottobre.
3. Fabrizio CORTELLA, L'apparate scultoreo di San Lorenzo in Vallegrascia di Montemonaco (AP).
4. Daniele MALVESTITI, 28 Maggio 1904: l'incontro del Cardinale Svampa con Re Vittorio Emanuele III e la riconciliazione tra Stato e Chiesa.
5. Lino PALANCA, Giacomo Leopardi ed i Gesuiti: "La Civiltà Cattolica" sul "pervertimento" del Poeta (1854 -1887). Lino Palanca di Porto Recanati, ha studiato all'Ite di Civitanova Alta, quindi ha insegnato nelle scuole superiori, come docente di francese. Ha fondato e diretto il Centro Studi Porto Recanati e la rivista di storia "Potentia". E' autore di numerosi libri su Porto Recanati. Di recente ha dato alle stampe anche un poderoso vocabolario sul dialetto portorecanatese.
6. Anna Rita TRAINI e Giovanni TOMBOLINI, Il Portus vetus degli eipidia-ni e la "Collina dei 500". Traini e Tombolini sono due docenti di Porto S. Elpidio, che hanno pubblicato svariati libri sul loro paese, hanno dato il loro contributo anche alla mostra sto-rico-archeologico dell'anno passato, intitolata "Origini", che è stata allestita con successo dal Comune alla Torre dell'Orologio. Curano anche la pubblicazione storica "Porto Vecchio", un vero spaccato del centro portoelpidiense, attraverso le cui pagine hanno riportato in primo piano le tradizioni marinare (e non solo) del proprio Comune.
7. Aurelio DIGEVA, L'antica Pieve civitanovese di San Marone. Su questo medesimo argomento negli anni si sono cimentati diversi autori, tra cui Don Pietro Diletti di Macerata e Don Vincenzo Galiè, che è stato sacerdote prima a Civitanova, poi a Montecanepino (Potenza Picena), ora Parroco a Campofilone, autore di ben 62 pubblicazioni di carattere storico. L'ultimo volume lo ha dedicato a Potenza Picena, uscito proprio in queste settimane.
8. Manfredo LONGI, La Basilica imperiale di Santa Croce al Chienti a Sant'Elpidio a Mare (FM). Longi vive da vicino con passione l'attualità e la storia di Sant'Elpidio a Mare. Da anni, assieme ad un nutrito gruppo di amici ed appassionati di storia e di cose artistiche, si è adoperato per il recupero e la valorizzazione della chiesa romanica di Santa Croce, per la quale è stata costituita una omonima associazione, che sta portando avanti un programma molto ambizioso, mentre sta per completarsi il restauro della chiesa millenaria in mezzo alla campagna, nella valle del Chienti (riva destra), per la cui salvaguardia anche "Millepaesi" ha spezzato dagli anni ottanta in poi molte lance, con articoli sulle nostre pagine.
9. Carlo CASTIGNANI, L'antica Pieve montecosarese di San Lorenzo. Si è già occupato in diverse pubblicazioni miscellanee della sua storica Montecosaro.
10. Piero CINGOLANI, La storia della Parrocchia di Sant'Anna ed i primi anni del centro di Porto Potenza Picena (MC). Cingolani si occupa da alcuni anni di tenere aperta in estate la Torre quattrocentesca di Porto Potenza, su incarico del Comune e della Pro Loco. Ha sviluppato interessi sulle vicende storiche della costa marchigiana ed adriatica.
11. Paolo PERETTI, In margine ai manoscritti musicali del Fondo Ricci nella Biblioteca "S. Zavatti" di Civitanova Marche. Paolo Peretti, musicologo, ha pubblicato negli ultimi 25 anni molti libri relativi agli organi disseminati nelle chiese marchigiane, svolgendo un'ampia ricerca e documentazione, contribuendo non poco a divulgare la storia musicale italiana nella nostra regione.
12. Fabio G. GALEFFI e Gabriele TARSETTI, Teodorico Pedrini missionario e musicista fermano nella Cina del XVIII secolo.
13. Barbara ZENOBI e Livia ANDRIGO, Poetesse petrarchesche di Fabriano (AN).
14. Renzo BISLANI, 18 Settembre 1860: la Battaglia di Castelfidardo. Chiaroscuri.
15. Matteo PARRINI, Memorie di uno zuavo pontificio della battaglia "delle Crocette" o di Castelfidardo (AN).
16. Maria C. S. TROSCÈ, La storia dei Centro Studi Storici Maceratesi.
Mariella Trosce, maceratese, ha insegnato all'Ite di Civitanova fino a due ani fa. Ha svolto attività di ricerca nell'ambito dell'Università di Macerata negli anni settanta. Ha pubblicato molti saggi storici proprio sui volumi annuali del Centro Studi Maceratesi, per molti anni coordinato da Pio.
17. Furio CAPPELLI, Bahràm di Persia: metamorfosi di una leggenda tra l'Oriente e l'Occidente.
18. Marco ROTUNNO, Uomini delle Marche nel Risorgimento.
19. Giuseppe TRIVELLINI, L'architettura moderna maceratese nella fotografia di Carlo Balelli. Balelli è stato lo storico fotografo di Macerata d'inizio Novecento. Sue le foto per la Treccani, su richiesta al Comune dello stesso filosofo e promotore di cultura Giovanni Gentile. La Carima ha pubblicato, qualche anno fa, un volume con gli scatti della Macerata che fu.
20. Sebastiano Franco VEROLI, Moti e Patrioti: profilo del Risorgimento in Provincia di Macerata. Veroli scrive da molti anni per il Resto del Carlino, edizione di Macerata. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni storiche sulla sua Montelupone, paese dove vive e di cui è originario, (e.e.)

 

 

CONSIGLI0 COMUNALE APERTO SABATO 6 NOVEMBRE A PALAZZO SFORZA PER I 150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
CIVITANOVA NEL 1860

UNA PAGINA STORICA DA APPROFONDIRE CON STUDI E DIBATTITI PER CAPIRE MEGLIO UN DIFFICILE E... COMPLESSO PROCESSO STORICO

di PIERLUIGI CAVALIERI

CIVITANOVA-Civitanova fu pienamente partecipe dei grandi eventi che condussero all'Unità d'Italia. Diversi furono i patrioti che presero parte alle vicende risorgimentali: uno di essi, il marchese Giacomo Ricci, nato a Macerata ma a lungo residente a Civitanova, fu a capo del Giunta provvisoria provinciale costituitasi subito dopo la battaglia di Castelfidardo, che il 18 settembre 1860 segnò la vittoria delle truppe piemontesi del generale Cialdini su quelle pontificie di La Moricière. Nonostante il tentativo di quest'ultimo di resistere asserragliandosi ad Ancona, il destino delle Marche era ormai quello dell'unione con il Regno d'Italia. Il passaggio dal Governo Pontificio a quello Sabaudo fu compiuto a Civitanova nell'arco di un mese e mezzo, tra il 20 settembre e il 5 novembre 1860. Il 20 settembre 1860 si costituì in città una Giunta provvisoria di governo composta da Saverio Guizzi (presidente), Antonio Mici e Fortunato Marini. La Giunta Municipale era invece composta da Pacifico Frisciotti Pellicani, Enrico Frisciotti Bernardini, Nicola Libani e Lorenzo Sabatucci Frisciotti Stendardi. Lo stesso giorno una delegazione della Giunta si recò nella residenza del governatore pontificio invitandolo a dimettersi e a passare ad essa i poteri amministrativi. Subito fu esposto per la prima volta davanti alle porte castellane di Civitanova Alta il tricolore bianco, rosso e verde con lo stemma dei Savoia. Inoltre si comunicò alla popolazione l'avvenuto cambiamento di governo, esortandola al rispetto del nuovo ordine politico-istituzionale. Intanto Re Vittorio Emanuele II, diretto verso il Sud ormai sotto il controllo di Garibaldi, trascorreva la notte del 10 ottobre 1860 a Civitanova Alta nel palazzc della famiglia Frisciotti, riconoscendo le benemerenze patriottiche di Pier Francesco Frisciotti che, al comando dei "Cacciatori delle Marche" (con il conte Francesco Saverio Grisei di Morrovalle), aveva aperto la strada ai piemontesi nell'Ascolano facendo prigionieri 300 soldati pontifici.in rotta dopo la disfatta di Castelfidardo. Nel mese di ottobre il Commissario straordinario per le Marche Lorenzo Valerio scioglieva tutte le giunte provvisorie, sostituendole con altre di sua nomina. Il 23 ottobre 1860, con l'insediamento della nuova "Commissione Municipale", Civitanova entrò giuridicamente a far parte del Regno d'Italia, retto dalla monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II. Di tale commissione (o giunta) facevano parte: Saverio Guizzi, presidente, Giacomo Zepponi, Enrico Frisciotti Bernardini, Domenico Pierangeli (in rappresentanza del Porto) e Pacifico Frisciotti de' Pellicani. Il 4-5 novembre 1860 si tenne il plebiscito che sancì definitivamente con la volontà popolare l'avvenuta annessione di Civitanova e delle Marche al Regno d'Italia.

 

 

ALLA FIERA DI CIVITANOVA INTERVENUTI DOCENTI DELL'UNIVERSITÀ' SAPIENZA DI ROMA COME MIRIAM TREVISAN E ZANCAN
SIBILLA ALERAMO - CONVEGNO A CARTA CANTA

di ANNAMARIA VENANZONI

CIVITANOVA-Venerdì 8 ottobre 2010, all'interno della manifestazione Carta Canta e nello spazio della bellissima mostra allestita dalla grande Alba Morino, si è svolto il convegno "Sibilla Aleramo e il suo tempo" ideato da Aldo Caporaletti e realizzato in collaborazione con Cesare Censi. Sponsor dell'evento il Comune di Civitanova Marche e la manifestazione Carta Canta.
I relatori Marina Zancan, Gianni Turchetta e Myriam Trevisan hanno illuminato la vita e l'opera di Sibilla sfatando la sua paura di essere dimenticata. Puntuale e documentata è stata la ricostruzione della biografia da parte della ricercatrice Miryam Trevisan. Appassionata,originale,illuminante sotto diversi punti di vista, la dissertazione di Gianni Turchetta sulla relazione artistica e amorosa con Dino Campana. Riv/indicativa e chiarificatrice la relazione di Marina Zancan sul posto occupato dal romanzo "Una donna" nello spazio della scrittura e delle scritture al femminile. Si è voluto ricordare Sibilla Aleramo nel cinquantenario della sua morte rendendo omaggio e riconoscimento alle sue qualità ed al suo genio che la nostra città, in passato, non ha saputo riconoscere. Sibilla Aleramo è la scrittrice poetessa che ha aperto il Novecento gettando le basi per la conquista dello spazio letterario delle donne. Porto Civitanova è stato un luogo prima incantato, poi soffocante in cui si è compiuto l'arco di vita della sua adolescenza sino alla prima maturità, tra i dodici e i 24 anni (1888-1902).
Miryam Trevisan ricercatrice, in storia delle scritture femminili, presso l'Università la Sapienza di Roma ha delineato il ritratto di Sibilla attraverso la puntuale ricostruzione dei suoi diari. Gianni Turchetta, Docente di letteratura italiana contemporanea all'Università Statale di Milano, autore di monografie e studi importantissimi su Campana, ha indagato "questo viaggio chiamato amore" tra Dino Campana e Sibilla Aleramo." I suoi scritti: Dino Campana: biografia di un poeta Marcos y Marcos,Feltrinelli;ha curato la prima edizione dei Canti Orfici per Marcos y Marcos (1989); Il poeta,il vagabondo e l'emigrante: i viaggi di Dino Campana, in Milano da leggere. Leggere l'altro. Atti del IV congresso dell'ADI-SD (Milano, 14 dicembre 2006), a cura di Barbara Peroni, Milano, ufficio scolastico per la Lombardia - Università degli studi di Milano, provincia di Milano, 2007, pp.70-82.
Marina Zancan, docente di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all'Università "La Sapienza" di Roma, una delle più importanti studiose italiane nella storia dell'intellettualità femminile, ha analizzato il romanzo "una donna" e la scrittura femminile tra otto e novecento indicando il ruolo e il posto occupato da sibilla e dalle donne nella letteratura italiana. Ha pubblicato La donna, in Storia della letteratura italiana. Voi. 5: Le questioni.Torino: Einaudi, 1986 Svelamento. Sibilla Aleramo: una biografia intellettuale (1988); "Una donna" di Sibilla Aleramo (1995), Il doppio itinerario della scrittura. La donna nella tradizione letteraria italiana (1998), editore Einaudi.
Paola Giorgi, vicepresidente del consiglio regionale, di cui ha portato i saluti, in apertura, ha letto l'ode " Piemonte", di Giosuè Carducci, come omaggio alla poetessa, nostra concittadina, che dall'ode derivò il suo pseudonimo Aleramo.
Francesca Rossi Brunori, attrice di teatro classico, ha letto magistralmente brani da "il diario di una donna".
Annamaria Venanzoni (la sottoscritta), già insegnante nei licei civitanovesi e torinesi, ha presentato l'evento.
Cristina Bolzicco, delegata alle pari opportunità del Comune di Civitanova Marche, ha portato i saluti dell'amministrazione. Giovanni Palmini ha portato, invece, i saluti dell'organizzazione di Carta Canta.
Un pubblico numeroso, attento e competente ha seguito l'evento con moltissimo interesse. (a.v.)

 


Voce delle Marche del 17 ottobre 2010.

ALL'ESTERO PER IL TRICOLORE SI MUORE, ALL'INTERNO SI LITIGA E BASTA

DisUnità d'Italia

Raimondo Giustozzi e Alvise Manni

L'anniversario dei centocinquanta anni della propria unità naziona le non poteva capitare per l'Italia in un periodo peggiore dell'attuale. Tanti dei problemi irrisolti negli anni di formazione del nuovo e giovane Stato italiano ritornano oggi più attuali che mai. Il disegno di Marco Minghetti di conciliare le esigenze dell'unificazione amministrativa con la diversità di leggi e di istituti che si riscontravano nelle varie parti d'Italia rimasero solo sulla carta. La morte di Cavour, che pur condivideva assieme a tutto il governo la proposta di Minghetti, lasciava via libera agli accentratori che soffocarono qualsiasi coraggioso sistema di autonomie amministrative.
Il Centro Studi Civitanovesi, la Parrocchia San Marone - Salesiani Don Bosco, l'Archeoclub d'Italia, sede di Civitanova Marche, la Parrocchia San Paolo di Civitanova Alta hanno proposto nove conferenze su temi risorgimentali. Il tempo trascorso consente una valutazione serena di fatti, personaggi ed episodi, senza mettere in discussione l'Unità Nazionale.
Dopo centocinquanta anni, si può trovare una verità storica attorno alla figura del Cardinal Filippo De Angelis arcivescovo di Fermo (1842-1877), imprigionato prima, al tempo del triunvirato Mazzini, Armellini e Saffi nella fortezza di Ancona per 100 giorni e per sei anni nelle carceri di Torino dal 1860 al 1866, oppure la storia è sempre condizionata da chi la scrive? Si può ancora accettare che alcuni lo dipingono come il Leone delle Marche, colui che non si piegò ai rivoluzionari del momento, mentre altri vedono in lui solo il persecutore particolarmente spietato verso i patrioti locali?
Hanno già dato il loro contributo il prof. Roberto Martucci (16 settembre) con una relazione dal titolo: "L'invenzione dell'Italia unita"; il prof. Romolo Illuminati (domenica 19 settembre) con un felice intervento sul tema: "Il Cardinale Filippo De Angelis Arcivescovo di Fermo (1842 - 1877) nel Risorgimento alla luce di documenti inediti"; il prof. Aldo Giraudo (sabato 16 ottobre) con una relazione sul tema: "Don Bosco e l'emergenza socio-educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani".
"Altri risorgimenti", il ciclo di conferenze per ricordare i 150 anni dell'Unità d'Italia, prosegue sabato 20 novembre con la prof, ssa Angela Pellicciari che tratterà il tema "Il Risorgimento da riscrivere" (Cine-Teatro "P. A. Conti"); sabato 22 gennaio 2011 il prof. Giuseppe Fioravanti illustrerà "Il Regno dei Borboni: palestra pedagogica e scuola d'eccellenza" (Cine-Teatro "P. A. Conti"); sabato 19 febbraio 2011, è la volta del prof. Adolfo Morganti con la relazione "Lo Stato Pontificio ed il-fenomeno dei Briganti postunitari" (Cine-Teatro "P. A. Conti"); domenica 20 marzo 2011 sarà il prof. Giuseppe Pucci Cipriani a relazionare sul tema "La Resa dell'ultima Fortezza borbonica di Civitella del Tronto nel Teramano", (Cine-Teatro "P. A. Conti"); sabato 9 aprile 2011, il prof. Cosimo Franco MANNI, tratterà il tema "Carità di Patria: la spiritualità del Risorgimento tra poesia, religione ed affettività (1820 - 1860)" (Auditorium "San Paolo" a Civitanova Marche Alta). Gli estensori del programma sono stati autorizzati dal Ministero dei Beni Culturali a fregiarsi del logo ministeriale per le celebrazioni dei centocinquanta anni dell'Unità d'Italia e le conferenze sono state inserite nel sito del Ministero.

 

L' UNITÀ NAZIONALE: UN PROBLEMA ANCORA APERTO DOPO CENTOCINQUANT'ANNI DI STORIA

Unire il nord e il sud del Paese

Raimondo Giustozzi

Scrive Ernesto Galli Della Loggia in un suo editoriale: "Una questione domina su tutte le altre della politica italiana e in vario modo le riassume tutte: il problema dell'unità nazionale, ovvero il problema di come tenere ancora insieme il Nord e il Sud del Paese" (Cfr. Ernesto Galli Della Loggia, Nord e Sud un'unità che va ritrovata, Corriere della Sera, 29.08.2010). Centocinquanta anni di vita comune nelle istituzioni non sono bastati a fare dell'Italia un paese unito da nord a sud, con le stesse opportunità lavorative, con lo stesso senso dello Stato, condiviso dagli stessi cittadini che vivono ad di sopra del Po o al di sotto del fiume Liri-Garigliano, confine del nostro meridione secondo quanto scrive Ernesto Galli Della Loggia nello stesso articolo. Occorre riaffermare il valore di questo patto di unità nazionale sancito nello statuto Albertino, profondamente innovato, ma in un certo senso ripreso e confermato dalla Costituzione Repubblicana del 1948. Inefficienza dell'amministrazione centrale, scarsità d'investimenti, fiscalità esosa, meridionalizzazione degli apparati statali, questi sono i mali comuni che affliggono oggi il Paese. Ma c'è una differenza di percezione e di consapevolezza di questi problemi. Al nord c'è una società civile che chiede a gran voce di riconoscere ampia autonomia alle realtà locali: Comune, Provincia, Regione. La Lega Nord ha intercettato questo bisogno sentito dai più e ha dato voce a questa protesta con la proposta della creazione di uno Stato Federale che non fu possibile realizzare negli anni di formazione dell'Unità d'Italia, nonostante le posizioni favorevoli in tal senso di Marco Minghetti, Luigi Farini e di altri, all'alba del processo risorgimentale. È curioso osservare che la devolution dei giorni nostri era già contenuta nel programma dei giovani democratici guidati da Romolo Murri sul finire del 1800. Meno di un mese dopo il congresso di Ferrara, infatti (18 Aprile 1899), i giovani democratici cristiani pubblicavano a Torino sulle colonne de II Popolo Italiano il programma sociale della Democrazia Cristiana, scandito in dodici punti, tra i quali spiccava la "richiesta di un largo decentramento amministrativo come avviamento all'effettiva autonomia comunale e regionale, contemperata colle esigenze strettamente nazionali dello Stato".
Nel lungo carteggio intercorso tra Romolo Murri e Filippo Meda, c'era tutto il contrasto tra il giovane sacerdote marchigiano, più dotato di ingegno brillante, ed il pragmatico lombardo quale era F. Meda, vicino alla borghesia industriale del suo territorio. Al Meda che gli proponeva l'accordo delle masse cattoliche con lo Stato, Murri replicava: "Va a parlare tu d'accordo con lo Stato ai cattolici della Bassa Italia, dove lo Stato è il complice naturale di tutte le camorre politiche e municipali... uno Stato che per conservare il potere, ha distrutto le autonomie comunali e asservito le province"(cfr. R. Murri, Chiesa e Stato una replica, "Cultura Sociale", 15 ottobre 1899).
Cento anni dopo, le posizioni di Romolo Murri sono diventate quelle della Lega Nord, maturate indubbiamente in un contesto storico profondamente diverso: il crollo delle ideologie, la dissoluzione del socialismo nei Paesi dell'est europeo, la spensieratezza nell'amministrare le risorse dello Stato, il prevalere degli interessi di parte, una politica che è stata solo l'occasione per far carriera, gli scandali, Tangentopoli e la fine dei partiti della prima repubblica. Certo, dietro la Lega Pensiero ci sono poi altri miti: il Carroccio, la cultura celtica, gli Insubri, il dialetto, l'odio verso Roma ladrona e quant'altro. Ricordo, negli ultimi anni di permanenza in terra brianzola, scritte cubitali messe sui cavalcavia delle strade, delle ferrovie: "Terroni, non ci meritate". Altre volte, invece, avevano scomodato anche Manzoni, appendendo striscioni sui cavalcavia 4 della superstrada Milano-Lecco, con su scritto: "Su fratelli, su libero suol". I cittadini delle regioni più ricche del Nord Italia non ci stanno più ad inviare soldi al Sud per la pochezza delle classi dirigenti politiche meridionali, specie locali, protagoniste di malgoverno e di sperperi inauditi. Almeno questo è ciò che si percepisce negli atteggiamenti della Lega. Qualcuno sostiene che sta dando vita ad un nuovo Risorgimento, ma se è così perché non sa parlare all'intero paese? È il punto di partenza che è sbagliato. Un partito che oggi volesse avere una funzione davvero nazionale dovrebbe dunque partire dal capire senza esitazione le fondate ragioni del Nord e cercare di combinarle con quelle del Sud.

 

IL CARDINALE FILIPPO DE ANGELIS INCONTRA DON BOSCO

Un'amicizia nata in prigionia

Raimondo Giustozzi

Il cardinale Filippo De Angelis, Arcivescovo di Fermo, fu arrestato il 28 settembre del 1860 per "essere deportato a Torino, dove giunse il 5 ottobre dello stesso anno e fu condotto dai Lazzaristi, ad occupare le stanze abbandonate dal Cardinale Corsi" (Cfr. Giovanni Battista Lemoyne, sacerdote salesiano, Memorie biografiche del venerabile don Giovanni Bosco, Voi. 6, pp. 712-716, Torino, 1992). Mons. Gallo, vescovo di Avellino, arrestato a Napoli il 24 febbraio 1861, venne tradotto violentemente in Torino, dopo un lungo e disastroso viaggio. A Torino, venne condotto alla Missione a tenere compagnia al cardinale De Angelis, ove ambedue stettero fino al 1866. La loro presenza nelle proprie diocesi dava ombra al governo. Scrive anche Lemoyne che, nel punto più cruciale del conflitto tra Stato e Chiesa, vennero rimossi dalle loro rispettive diocesi 70 vescovi, fucilati 64 preti e 22 frati. Durante la detenzione a Torino, il cardinale De Angelis non volle mai uscire dalla Casa dei Lazzaristi, perché sentiva di essere prigioniero. Al Conclave per l'elezione del Papa, aveva ricevuto il maggior numero dei voti dopo Pio IX. Don Bosco andò più volte a trovarlo. Nel corso di una visita, il sacerdote torinese gli annunciò la sua prossima liberazione. Dopo qualche settimana, infatti, giungeva al porporato l'avviso di ritornare nella sua diocesi. Il Cardinale ripartì da Torino nel novembre del 1866 e, prima di partire, si fermò ancora a Torino un solo giorno, per andare a visitare l'oratorio di Valdocco, dove celebrò una messa.
Ritornato a Fermo, così scriveva in una lettera indirizzata ai fedeli della propria diocesi: "Ci piace ricordare quel provvidenzialissimo oratorio di giovani affidato alla speciale protezione di S. Francesco di Sales e della Gran Vergine Ausiliatrice, creato e sostenuto dallo zelo di un povero sacerdote". Il povero sacerdote era don Bosco che andò a visitarlo, a Fermo, di ritorno da Roma mentre se ne stava ritornando nella sua Torino.
MA Fermo, don Bosco venne ricevuto dal clero e dal popolo con grandi dimostrazioni di gioia e rispetto" (Cfr. Lemoyne, pp. 522-525, Voi. 8). Don Bosco fa visita al Cardinale De Angelis il 27 Febbraio del 1867. Visitò il Seminario, quello vecchio, che insisteva sul Corso Cefalonia, là dove ora ci sono il Conservatorio Musicale e la facoltà di Lettere e Filosofia di Macerata, Corso di Laurea in Storia e Conservazione dei Beni Culturali. Venne accolto con grande manifestazione di simpatia dai seminaristi della camerata San Luigi, tra i quali si distinse il giovane Domenico Svampa che gli dedicò una poesia, riportata nelle memorie biografiche del sacerdote salesiano Lemoyne. Domenico Svampa diventerà à sua volta Cardinale
di Bologna ed avrà tanti rapporti con la Congregazione Salesiana. «All'ora della partenza, il Cardinale De Angelis si inginocchiò per terra e pregò don Bosco perché gli desse la benedizione, ma il venerabile si gettò anch'egli in ginocchio innanzi al Cardinale. Questi continuava: "Sono vecchio. Non ci vedremo più su questa terra. Don Bosco, mi benedica!". "Io benedirlo! Io povero prete. Mai più!" "Oh! Sì, mi benedirà". "Ma come? Io, povero pretazzuolo benedire un cardinale, un vescovo, un principe? Tocca a lei benedire me".
"Quando è così, vede, don Bosco, quella borsa? - e gliela additava -. È poca cosa, ma se mi benedice gliela dono per la sua chiesa, altrimenti no".
Don Bosco pensò alquanto e poi concluse: "Quando è così, io la benedico. Vostra Eminenza non ne ha bisogno, mentre io invece ho di bisogno dei suoi danari" Si alzò e lo benedisse» (Cfr. Ibidem, pp. 709- 713, Voi. Vili).
Il Cardinale Filippo De Angelis in una dichiarazione loda l'opera di don Bosco e si adopera negli ambienti della Curia Romana per consentire il riconoscimento della Congregazione Salesiana.

 

LE MARCHE IN GUERRA: LA VISITA DEL RE VITTORIO EMANUELE II A CIVITANOVA MARCHE

La battaglia di Castelfidardo

Raimondo Giustozzi

Le Marche, che fino al 1860 facevano parte dello Stato Pontificio, furono annesse al regno di Sardegna a seguito della sconfitta militare subita dall'esercito pontificio, in località "Crocette" di Castelfidardo, seguita subito dopo dalle consultazioni plebiscitarie per l'annessione al regno sabaudo, tenutesi il 4 ed il 5 novembre del 1860. Era il 18 settembre del 1860, quando le truppe del generale Enrico Cialdini si scontrarono a Castelfidardo con le forze papali guidate dal comandante in capo dell'esercito pontificio, generale Juchalt De Lamoricière. Le forze pontificie, inferiori numericamente a quelle piemontesi, furono costrette ad una fuga frettolosa e disorganizzata riparando nella vicina Ancona che capitolò il 29 settembre dello stesso anno.
Vittorio Emanuele II, in vista dell'imminente invasione di Umbria e Marche," aveva predisposto un esercito di circa 40.000 uomini divisi in due tronconi, guidati, l'uno dal generale Cialdini, l'altro da Manfredo Fanti. Il primo avrebbe seguito la via delle Romagne per occupare le Marche, l'altro invece sarebbe dovuto arrivare in Umbria, passando attraverso gli Appennini. Avvenne proprio così. L'8 settembre del 1860, a Pergola, 400 volontari comandati da Giuseppe Fulvi avevano intimato la resa alla guarnigione pontificia; a questo fatto seguiva la liberazione di Fossombrone e Urbino. Da Macerata venne mandata in tutta fretta la brigata De Courten per fronteggiare la situazione nelle Marche settentrionali. La città era rimasta così priva di difesa militare. Il generale Lamoricière, di stanza in città con il proprio esercito, aveva saputo che i Piemontesi si erano spinti fin verso Fano e minacciavano direttamente la città di Ancona. Il 16 settembre, Lamoricière era stato raggiunto a Macerata dalla brigata comandata dal generale De Pimodan, proveniente da Terni. I due generali, sottoponendo il proprio esercito a marce forzate, per arrivare nel capoluogo dorico prima del nemico, decisero in tutta fretta di sbarrare la strada ai Piemontesi guidati dal generale Cialdini.
Castelfidardo fu fatale all'esercito pontificio. Alcuni soldati sbandati della brigata comandata dal generale De Pimodan, morto in battaglia, raggiunsero Morrovalle nei giorni successivi.
Il 20 settembre la città di Macerata fu raggiunta, provenendo da Tolentino, dal generale Manfredo Fanti, ministro della guerra, capo di Stato maggiore e comandante dell'armata sabauda, accompagnato dal generale Enrico Morozzo della Rocca. Invitò, con due pubblici manifesti, i militari pontifici sbandati a presentarsi agli ufficiali piemontesi ed i briganti dell'ascolano a deporre le armi. Questi ultimi erano guidati dal famigerato capo brigante Piccioni. Il civitanovese Pier Francesco Frisciotti Pellicani, il conte morrovallese Francesco Saverio Grisei, il capitano Euclide Cagnaroni, di Tolentino, già inquadrati nel "Corpo dei Cacciatori delle Marche", fecero prigionieri nei pressi di Marano, l'attuale Cupra-marittima, trecento mercenari papalini in rotta dopo la disfatta di Castelfidardo.

Dopo la capitolazione di Ancona, mentre l'esercito piemontese si spingeva verso il confine settentrionale del Regno delle due Sicilie, nelle Marche era tutto un fervore di iniziative per accogliere la visita del re soldato, l'eroe di Palestra e di San Martino, come veniva elogiato pubblicamente dal periodico L'Annessione Picena.
Il 7 ottobre del 1860, il regio commissario della provincia di Macerata Luigi Tegas, piemontese di Pinerolo, inviava alla Giunta provvisoria locale il seguente telegramma: "Sua Maestà il Re parte in posta martedì alle 6 del mattino traversando Osimo. Pranzerà e dormirà a Macerata, sarà preceduto dalla sua casa per preparare il pranzo... Mercoledì proseguirà il suo viaggio alla volta di Loreto per dormire la sera a Civitanova".
Ad organizzare la visita del re lavorò non poco anche Lorenzo Valerio, già governatore di Como, nominato con regio decreto del 12 settembre 1860 come commissario delle Marche, incaricato di gestire la transizione e la preparazione della regione al nuovo regime politico. Da notare che la sua nomina era già stata decisa prima della battaglia di Castelfidardo e della resa di Ancona. Segno che l'annessione delle Marche al nuovo regno era nell'ordine delle cose, preparata da tutto un lavoro di liberali democratici locali, nei mesi successivi alle seconda guerra di Indipendenza. Aspettando la presa di Ancona, Valerio aveva fissato il proprio quartier generale nella vicina Senigallia. Tegas e Valerio, ambedue piemontesi, agirono subito senza tentennamenti nel "piemontesizzare" la nuova realtà, senza tener conto di autonomie e storia locale. È l'accusa che viene fatta oggi dalla maggior parte della storiografia al modo con cui le nove regioni venivano annesse al nuovo regno. Il momento suggeriva comunque di osannare e di celebrare chi aveva messo il proprio esercito ed i propri averi a disposizione dell'Italia Unita sotto l'egida del Piemonte.
Vittorio Emanuele II giunse a Macerata nella mattina del 9 ottobre 1860, la lasciò la mattina seguente, alla volta di Loreto, ma prima di partire donò al commissario Tegas la somma di 5.000 franchi da distribuire agli ospizi di pubblica beneficenza ed ai poveri della città. Il 10 Ottobre, provenendo da Loreto, passò per il Porto per pernottare a Civitanova Alta, ospite di Pier Francesco Frisciotti de' Pellicani. Questi, a ricordo dell'avvenimento, fece apporre una lapide, murata nel corridoio dell'entrata della sua casa in Via Oberdan, con la seguente iscrizione: "Qui/Vittorio Emanuele II/ dell'italica indipendenza/ propugnatore invitto/ per riconoscenza e voto dei popoli/ re d'Italia consacrato/ ospitò la notte del X ottobre MDCCCLX". Tutti i portoni dei palazzi nobiliari della città alta furono ricoperti di scritte inneggianti a Vittorio Emanuele II re d'Italia. Di queste scritte rimangono solo poche tracce su alcuni palazzi. L'unica, restaurata alcuni anni fa, è ben visibile sopra al portone del Palazzo Concetti in piazza della Libertà.
Lapidi, busti marmorei e scritte sono stati oggetto di una visita particolareggiata, Sabato 31 Luglio 2010, nell'ambito della diciottesima iniziativa promossa dall'Archeoclub d'Italia, sede di Civitanova Marche.

 


Resto del Carlino del 16 ottobre 2010.

Conferenze sull'Unità d'Italia
Oggi incontro con il professor Giraudo

PROSEGUE il ciclo di conferenze promosso dal Centro Studi Civitanovesi in collaborazione con le parrocchie San Marone e San Paolo, e con l'Archeoclub. Il ciclo è incentrato sull'Unità d'Italia di cui ricorre nel 2011 il 150° anniversario. Oggi sarà protagonista il professor Aldo Giraudo («Don Bosco e l'emergenza socioreducativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani»). Altri incontri sono stati fissati per il 20 novembre, 22 gennaio, 19 febbraio, 20 marzo e 9 aprile.

 


Corriere Adriatico del 14 ottobre 2010.

Conferenze su Don Bosco

Civitanova - Prosegue il ciclo di conferenze per i 150 anni dell'Unità d'Italia organizzato dal Centro studi civitanovesi in collaborazione con l'Archeoclub e la parrocchia di San Paolo. In tutto sono previsti 8 appuntamenti, 2 dei quali sono già andati in scena. A curare l'iniziative sono Alvise Manni e Raimondo Giustozzi. Il prossimo convegno è per sabato al cine-teatro Conti (inizio alle 21), dove Aldo Giraudo illustrerà il tema: "Don Bosco e l'emergenza educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani". Il programma proseguirà il 20 novembre con Angela Pellicciai che tratterà il tema "ll Risorgimento da riscrivere". Il ciclo di conferenze si chiuderà il 9 aprile del prossimo anno.

 


Corriere Adriatico del 13 ottobre 2010.

Ciclo di conferenze sull'Unità d'Italia

Civitanova - Prosegue il ciclo di conferenze per i 150 anni dell'Unità d'Italia organizzato dal Centro Studi Civitanovesi in collaborazione con l'Archeoclub e la parrocchia di San Paolo. Sabato alle 21 al cine-teatro Conti, Aldo Giraudo illustrerà il tema: "Don Bosco e l'emergenza educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani". A seguire, il 20 novembre Angela Pellicciari tratterà il tema "ll Risorgimento da riscrivere"; il 22 gennaio Giuseppe Fioravanti parlerà de "ll regno dei Borboni: palestra pedagogica e scuola d'eccellenza".

 


Corriere Adriatico del 12 ottobre 2010.

Terzo appuntamento sabato al teatro Conti di San Marone. Lezione del prof Giraudo

Ciclo dì conferenze dedicate al Risorgimento

Civitanova - Terzo appuntamento, sabato, alle 21 al teatro Conti di San Marone, con il ciclo di otto conferenze "Altri Risorgimenti, adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio", organizzate dal Centro Studi Civitanovesi in occasione ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Dopo il relatore Romolo Illuminati con "Il Cardinale Filippo De Angelis Arcivescovo di Fermo (1842 -1877) nel Risorgimento alla luce di documenti inediti", sarà la volta del professore Aldo Giraudo che parlerà di "Don Bosco e l'emergenza socio-educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani" (prossima tappa sabato 20 novembre al teatro Conti con la professoressa Angela Pellicciali "Il Risorgimento da riscrivere"). L'iniziative, partite lo scorso settembre a cura di Alvise Manni e Raimondo Giustozzi, sono state dichiarate di "Interesse nazionale" grazie al logo ufficiale conferito dall'Ufficio della Segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Palazzo Chigi. Per l'occasione, come già annunciato dal presidente del Centro, Manni, l'artista civitanovese Salvatore Negro ha realizzato una stampa artistica a tiratura limitata e numerata in ricordo di questa manifestazione. Tutti ingredienti, insomma, che pian piano stanno decretando il successo di queste iniziative e il lavoro sia degli organizzatori che dei collaboratori come i soci del CSC in particolar modo Sergio Fucchi e Paolo Pietrella, la sede locale dell'Archeoclub d'Italia presieduta da Anna Maria Vecchiarelli, le parrocchie di San Marone, di Civitanova Porto e di San Paolo Apostolo a Civitanova Alta oltre ovviamente ai generosi sponsor: Eurosuole ed Ica. Sul sito del Centro Studi (www. cen-trostudicivitanovesi.it) è inoltre possibile visionare, attraverso dei video, tutte le iniziative che si sono svolte fino ad ora.

 


Millepaesi, ottobre 2010.

RISORGIMENTO ED ALTRI RISORGIMENTI - SI DISCUTE DI STORIA E DELL'UNITA' D'ITALIA |1861)

CIVITANOVA - LA NOSTRA CARA CIVITANOVA MARCHE HA LA FORTUNA di ospitare (dal 16 Settembre 2010 al 9 Aprile 2011 ), sia al Porto che nella Città Alta, l'interessante Ciclo di 8 Conferenze risorgimentali denominato ALTRI RISORGIMENTI. "Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio...". Purtroppo molti concittadini non sembrano rendersi conto di questa bella occasione per approfondire in maniera colta, intelligente e oserei dire oggi anche a la page questioni che come sempre non sembrano affatto avere 1 secolo e 1/2 di vita ma sono non solo di attualità ma persino quasi "profetiche". Il Centro Studi Civitanovesi (CSC) ha voluto fortemente celebrare l'Unità d'Italia ed è riuscito persino ad avere un prestigioso imprimatur governativo avendo ottenuto il riconoscimento, per le suddette Conferenze, di Iniziative di Interesse Nazionale oltre al Logo Ufficiale delle Manifestazioni Unitarie. E questo quando invece localmente purtroppo il CSC subisce una serie di indecenti attacchi diffamatori (di cui non accenneremo per pudore) e veri e propri boicottaggi (quando i nostri manifesti risorgimentali non vengono affissi in biblioteca...). Nemo propheta in Patria. Roberto Martucci, il 16 settembre, ci ha narrato, in modo gustoso, i molti retroscena (quasi un backstage) dell'invenzione dell'Italia Unita: lo stesso Cavour ammetteva che aveva dovuto fare cose "indicibili" per la ragion di Stato! Romolo Illuminati ha scientificamente e brillantemente sfatato la "leggenda nera" sul Cardinale Filippo De Angelis, Arcivescovo di Fermo, alimentata proprio dai suoi detrattori anticlericali nel periodo cruciale del Risorgimento. Giuseppe Fioravanti, Aldo Giraudo, Cosimo Franco Manni, Adolfo Morganti, Angela Pellicciari e Giuseppe Pucci Cipriani ci racconteranno ancora altri Risorgimenti, nascosti, obliterati e dimenticati, e ci faranno capire che effettivamente è solo grazie al tempo che passa ed allo studio costante, che riusciamo ad evitare di vedere in modo troppo confuso la Verità. Certamente gli argomenti risorgimentali che andremo a trattare a volte non saranno convenzionali e saranno per tutti ma non da tutti prevedrebbero in verità - per poterli affrontare correttamente - dei c.d. prerequisiti culturali di base che potranno però essere sicuramente efficacemente surrogati da una predisposizione d'animo curiosa e senza preconcetti. Vi aspettiamo tutti il 16 Ottobre alle 21, presso il Teatro "Pier Alberto Conti" dei Salesiani di San Marone per l'intervento di Don Aldo GIRAUDO Don Bosco e l'emergenza socio-educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani. A tutto questo si aggiunga il Convegno di Storici Locali, in previsione sempre a Civitanova per il 18 Dicembre 2010, di cui stiamo definendo i dettagli, ma che coinvolgerà 20 eminenti studiosi da tutte le Marche. Un grazie a chi ci ha aiutato: Raimondo Giustozzi, co-curatore della presente iniziativa, Sergio Fucchi e Paolo Pietrella, Anna Maria Vecchiarelli dell'Archeoclub d'Italia, Don Giovanni Molinari, Don Alberto Spito ed i due generosi e discreti Sponsor, EUROSUOLE ed ICA.

Alvise Manni (Presidente Centro Studi Civitanovesi)

 


La Sorgente, settembre/ottobre 2010.

CICLO DI CONFERENZE DEDICATE AL RISORGIMENTO ITALIANO

di Raimondo Giustozzi.

Ha preso il via Giovedì 16 settembre il ciclo di conferenze dedicate al Risorgimento Italiano per ricordarne alcune pagine più significative. È stato possibile realizzare l'iniziativa grazie ad una sinergia di forze rappresentate dal Centro Studi Civitanovesi, dalla Parrocchia San Marone - Salesiani Don Bosco, dall'Archeoclub d'Italia, sede di Civitanova Marche, dalla Parrocchia San Paolo di Civitanova Alta, e all'aiuto finanziario di due generosi sponsor, l'EUROSUOLE e l'ICA Vernici. Degna d'attenzione è la sensibilità dimostrata dalla Parrocchia San Marone che ha messo a disposizione il proprio teatro per ben sette incontri, tra i quali è compreso anche il convegno di storia locale.
Luogo della prima conferenza, (16 settembre 2010, relatore prof. Roberto MARTUCCI, L'invenzione dell'Italia unita) e dell'ultima (quella del 9 Aprile 2011, relatore prof. Cosimo Franco MANNI, Carità di Patria: la spiritualità del Risorgimento tra poesia, religione ed affettività 1820 - 1860), l'auditorium San Paolo di Civitanova Alta, tutte le altre si svolgeranno al cine teatro "Conti" di San Marone. Centrali sono quelle del prof. Romolo ILLUMINATI (Il Cardinale Filippo De Angelis Arcivescovo di Fermo 1842 -1877 nel Risorgimento alla luce di documenti inediti), svoltasi Domenica 19 Settembre, del prof. Aldo GIRAUDO (Don Bosco e l'emergenza socio-educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani), prevista per il 16/10/2010, e della prof.ssa Angela PELLICCIARI (Il Risorgimento da riscrivere) fissata al 20/11/2010. Le date delle altre conferenze previste per l'anno 2011 saranno comunicate nel numero della Sorgente che uscirà a Natale.
Il titolo e il suo sottotitolo di commento del ciclo, ALTRI RISORGIMENTI "Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio...", vogliono dare l'essenza del messaggio che s'intende far passare. Qualcuno rinnega completamente il Risorgimento così com'è avvenuto, qualcun altro si ferma soltanto alla conoscenza classica che si ha di questo periodo cruciale della storia patria, attraverso le figure di Mazzini, Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele II. Giuseppe Fioravanti, Aldo Giraudo, Romolo Illuminati, Cosimo Franco Manni, Roberto Martucci, Adolfo Morganti, Angela Pellicciari e Giuseppe Pucci Cipriani ci racconteranno altri Risorgimenti, nascosti e dimenticati, e ci faranno capire che effettivamente è solo grazie al tempo che passa ed allo studio costante, che riusciamo ad evitare di vedere in modo troppo confuso la Verità.
Dopo centocinquanta anni si può trovare una verità storica attorno alla figura del Cardinal Filippo De Angelis arcivescovo di Fermo (1842-1877), imprigionato, al tempo del triunvirato Mazzini, Armellini e Saffi nella fortezza di Ancona per 100 giorni e per sei anni nelle carceri di Torino dal 1860 al 1866, oppure la storia è sempre condizionata da chi la scrive? Quale fu il ruolo di San Giovanni Bosco nella storia sociale, politica e religiosa del suo tempo ed i suoi rapporti con la Corona, con Cavour e Rattazzi? Il prof. Romolo Illuminati, docente emerito dell'istituto Teologico Marchigiano e il prof. Aldo Giraudo, professore presso la Pontificia Università Salesiana di Roma, offriranno spunti di riflessione sui due argomenti. La prof.ssa Angela Pellicciari, molto conosciuta a livello nazionale e nota per le sue posizioni revisioniste sul Risorgimento, ci fornisce l'occasione per sentire ipotesi del tutto nuove ma che non intaccano minimamente l'Unità Nazionale dell'Italia. Il ciclo di conferenze ed il Convegno sulla storia locale, previsto quest'ultimo per il 18 Dicembre 2010 sono stati dichiarati "Iniziative d'Interesse Nazionale" dall'ufficio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E' un ottimo viatico per imbarcarsi in quest'impresa. Dio ci assista e San Giovanni Bosco ci protegga.

 


Corriere Adriatico del 15 settembre 2010.

L'artista Salvatore Negro ha realizzato una stampa artistica a tiratura limitata

Altri Risorgimenti, al via un ciclo di otto conferenze

IL CONVEGNO

Civitanova - Ci siamo. Dopo un anno di preparativi, partirà domani (alle 21 nell'Auditorum San Paolo) il ciclo di otto conferenze dal titolo "Altri Risorgimenti, Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio", organizzate dal Centro Studi Civitanovesi e dedicate appunto al Risorgimento e ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Iniziative che lo scorso 31 agosto hanno ricevuto, dall'Ufficio della Segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Palazzo Chigi, il logo ufficiale del 150° dichiarandole, a tutti gli effetti, "Iniziative di interesse Nazionale". "Tutto questo - ha detto Alvise Manni, presidente del Csc - ci gratifica enormemente, soprattutto dopo le continue e immeritate amarezze che stiamo ricevendo a livello locale". Ci saranno nomi autorevoli come Giuseppe Fioravanti, Aldo Giraudo, Romolo Illuminati, Cosimo Franco Manni, Roberto Martucci, Adolfo Morganti, Angela Pellicciali e Giuseppe Pucci Cipriani.
"Per l'occasione - ha annunciato Manni - l'artista civitanovese Salvatore Negro ha realizzato una stampa artistica a tiratura limitata e numerata in ricordo di questa manifestazione". Tanti i ringraziamenti, al professor Raimondo Giustozzi, curatore insieme a Manni dell'iniziativa, i soci del Csc in particolar modo Sergio Fucchi e Paolo Pietrella, la sede locale dell'Archeoclub d'Italia presieduta da Anna Maria Vecchiarelli, le parrocchie di San Marone, di Civitanova Porto e di San Paolo Apostolo a Civitanova Alta oltre ovviamente ai generosi sponsor: Eurosuole ed Ica." Le buone cose - ha concluso Manni - portano buoni frutti e siamo già stati contattati nei giorni scorsi da importanti personalità ed istituzioni del mondo della cultura per portare avanti insieme queste tematiche nel prossimo futuro". Il Csc è stato nuovamente convocato dal Prefetto, il 21 settembre alle 10.30, per un nuovo incontro nell'ambito della programmazione provinciale delle iniziative per il 150° anniversario.

p.v.

 


Corriere Adriatico del 12 settembre 2010.

Quando Senigallia diventò italiana
Il 13 settembre 1860 la città abbandonava il regime pontificio e veniva occupata dal reggimento Lancieri

CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI

Senigallia - Scriveva Ungaretti che il ricordo è spesso un segno della vecchiaia: ma non sempre è cosi. Nella patria degli anniversari e delle cerimonie spesso retoriche e autoreferenziali ce ne è una che sicuramente, per la comunità miseria, merita di essere ricordata e di richiamare l'interesse delia cittadinanza. Esattamente 150 anni fa, il 13 settembre 1860. Senigallia abbandonava il regime pontificio ed entrava nella famiglia italiana per il tramite del governo piemontese. Verso mezzogiorno di quel 13 settembre la nostra città, abbandonata alcune ore prima dalla guarnigione papalina, veniva occupata dal reggimento Lancieri di Milano, comandato dal colonnello Cario Du Barral. Benché provate da una (tinga marcia, le truppe sabaude ingaggiarono battaglia, tra S. Silvestro e S. Angelo, con la retroguardia papalina comandata dal colonnello Kanzler che subì forti perdite prima di raggiungere Ancona.
Fra il 13 e il 15 settembre Senigallia ospitò il generale Cialdini, comandante del IV Corpo d'armata dell'esercito sabaudo, mentre il 17 vi arrivò Lorenzo Valerio, già governatore di Como, nominato da Cavour, due giorni prima, regio commissario generale straordinario per le province delle Marche. Dopo aver parlato con Cialdini e il contrammiraglio Pereano, Valerio stabilì a Senigallia la sede provvisoria del governo, per seguire da vicino le operazioni di assedio su Ancona, occupata dalle truppe papaline comandate dal generale Lamoricière. E proprio da Senigallia, il commissario Valerio avviò quel complesso iter di arti e decreti che portarono le province adriatiche all'interno dello Stato sabaudo. In sostanza, nel giro di due settimane, daI 13 al 29 settembre 1860, Senigallia divenne, per il territorio marchigiano, un crocevia nevralgico delle operazioni militari, delle relazioni politiche e diplomatiche del governo di Torino che, una volta liberate Marche ed Umbria e acquisito da Garibaldi il Meridione, portò a compimento il processo di unificazione nazionale. I patrioti senigalliesi subito organizzarono una Giunta provvisoria di governo e cooperarono con le forze sabaude: il 15 settembre, la Giunta - in cui si trovavano personaggi autorevoli come Francesco Marzi, Teodorico Majerini e Bernardino Minetti-Balducci - si rivolgeva alla cittadinanza per annunciale la fine del "regime papale" e il conseguimento della "desiata Indipendenza ed Unità Italiana". I senigalliesi seguirono questi eventi con grande partecipazione, come dimostra il dispaccio che pubblichiamo relativo allo scontro ai Castelfidardo, gentilmente concesso dalla direzione dell'Archivio di stato di Ancona. Per ricordare questo epocale avvenimento il Centro cooperativo mazziniano ha organizzato per domani alle 18 nella sua sede un momento di riflessione storica.

Nel volume scritto da Marco Severini tutti gli eventi

Senigallia - Di tutti questi eventi, per la prima volta studiati attraverso un'originale ricerca di archivio, si occupa un complesso volume curato da Marco Severini (Università di Macerata) intitolato "Le Marche e l'Unità d'Italia" (Edizioni Codex, Milano 2010. pp.402). L'opera è il risultato di un progetto di ricerca varato nel 2009 dal Comitato provinciale di Ancona dell'istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, presieduto da Gilberto Piccinini (Università di Urbino). Tra gli enti che lo hanno finanziato c'è il Centro Cooperativo Mazziniano "Pensiero e Azione" di Senigallia, insieme ad altre realtà radicate nel territorio regionale. Alla ricerca hanno partecipato ventuno studiosi afferenti a tutti gli atenei e ai principali centri di ricerca storica marchigiani. L'Opera sarà presentata, in collaborazione con l'Amministrazione comunale sabato 2 ottobre presso l'Audltoriurn S. Rocco. Della notizia di questo libro avevamo dato l'anteprima al nostri lettori alcune settimane fa. Tra Ie altre iniziative,va ricordato li Convegno di studi "Dall'Unità alla Repubblica", organizzato dall'Anpi che si terrà a Castelfidardo il 25 settembre.

 


Resto del Carlino del 10 settembre 2010.

IL LIBRO - LUCIO MARTINO HA PRESENTATO IERI «L' 11 SETTEMBRE DELLA CHIESA»

«L'altra faccia dell'Unità d'Italia, la guerra raccontata dagli sconfitti»

— CASTELFIDARDO —
«E' UN ONORE poter ospitare al primo evento tra le celebrazioni per il 150esimo anno della battaglia di Castelfidardo, Lucio Martino, grande appassionato del Risorgimento italiano, ha esordito così ieri sera Moreno Giannattasio, assessore alla Cultura di Cast elfi dardo, alla presentazione del libro di Martino 'L'11 settembre della Chiesa'. «Un titolo modernissimo e legato a un nostro particolare immaginario: già da qui Lucio ha impresso un taglio fortemente personale all'interpretazione di una guerra tanto poco conosciuta», ha continuato Giannattasio.
«Martino ha messo in luce crimini e intrighi: tutto quello che viene taciuto in ogni guerra che si rispetti. E il risultato è sorprendente», ha concluso l'assessore. Lucio Martino è stato giornalista caposervizio della redazione del Resto del Carlino di Ancona, scrittore nonché amante del periodo risorgimentale su cui ha impiegato un anno del suo lavoro. «Ho scritto una controstoria dell'Unità d'Italia tentando di dar voce ai vinti mettendo a loro disposizione più spazio perché si sa, la storia è quella che raccontano i vincitori», ha esordito Martina «Ho fatto tantissime ricerche e, da giornalista quale sono, mi hanno molto intrigato. Ho messo il naso in archivi, biblioteche, libri dimenticati e alla fine ho scoperto tantissimi aneddoti mai scritti, o per lo meno, mai riordinati tutti insieme, riguardo l'altra faccia dell'Unità d'Italia».
LO SCRITTORE ha proseguito sostenendo che i vincitori si sono macchiati di crudeltà come il bombardamento per tre giorni di Ancona senza preavvisare il blocco navale e il maltrattamento dei prigionieri deportati nelle dure carceri piemontesi Gli stessi hanno anche usato metodi, come la cancellazione di ogni ricordo dei nemici sconfitti, manomissioni elettorali, infiltrati speciali, uso della propaganda, perfezionate in seguito dai regimi totalitari del ventesimo secolo. Argute le pagine che documentano come la Massoneria abbia contribuito più di chiunque altro all'Unità d'Italia e quelle che descrivono l'alta tecnologia delle armi usate in battaglia. Anche Eugenio Paoloni, Presidente della Fondazione Ferretti e Don Pigini sono intervenuti al dibattito che si è creato, chiedendo di non guardare più, dopo così tanto tempo, alle divisioni di colore ma a uomini che con il loro sacrifìcio hanno creato l'Italia.

Silvia Santini

LA CURIOSITÀ'
In allegato una litografia

UNA CHICCA in allegato a ogni copia in edizione di lusso, la riproduzione 50x70 cm della litografia del Piano della battaglia di Castelfidardo e presa d'Ancona di MM Celiai del 1865. L'originale è custodita nella Sala degli Stemmi fidardense.

 


Corriere della Sera del 6 settembre 2010.

Come ti riscrivo l'Unità d'Italia

I saggi che rivedono la storia del Risorgimento con prospettive diverse

di Pierluigi Battista

Sta sempre lì, in cima alla classifica dei saggi più venduti in libreria. Sono mesi che «Terroni» di Pino Aprile (Piemme) occupa il primo o il secondo posto tra i libri più acquistati. Nei panni di Giuliano Amato, presidente della commissione che prepara le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, bisognerebbe preoccuparsi. Oltre la retorica degli anniversari, e a parte le nobili esortazioni a cogliere l'occasione per sentirci più italiani, orgogliosi della nostra identità e della nostra storia, infatti spopola in libreria un saggio che mette sotto accusa il modo con cui l'Italia s'è fatta, che descrive il Meridione come una vittima di sopraffazioni^ massacri, stragi e campi di concentramento. Altro che epopea risorgimentale. Nel Mezzogiorno osannano Pino Aprile come il vendicatore di ima memoria calpestata. Sicuri che, a livello emotivo e sentimentale, il distacco dall'Unità italiana venga dal Nord anziché dal Sud?
Marcello Veneziani ha avanzato l'idea che Pino Aprile sia il Giampaolo Pansa del meridionalismo anti-risorgimentale: come Pansa ha rotto il silenzio sul «sangue dei vinti» dopo la Resistenza, così Aprile riscatta i «vinti» del Sud, cancellati dalla memoria nazionale. Il paragone è suggestivo. Ma chiama in causa la storiografia più paludata. E anche il prestigioso cenacolo che detta la linea delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario. Non è certo che la linea più conveniente sia quella della minimizzazione, dèi silenzio, se non della sprezzante liquidazione di libri che pure non possono esibire il timbro dell'ufficialità accademica. Si rischia di fare come i sacerdoti dell'ortodossia storiografica che per eludere gli argomenti più scabrosi imputano allibri di Pansa una non ineccepibile accuratezza nelle note a pié di pagina. E allora, siamo sicuri che un divario troppo accentuato tra la macchina pedagogica delle celebrazioni e il ricordo di episodi non proprio onorevoli del nostro Risorgimento non produca effetti controproducenti sullo spirito pubblico? Eppure, non dovrebbe esserci oramai contraddizione tra l'orgoglio per la nostra identità nazionale e il coraggio di affrontare la nostra storia in spirito di verità.
Sarebbe un bel gesto; per esempio, che la commissione presieduta da Giuliano Amato, si recasse in civile pellegrinaggio a Pontelandolfo, provincia di Benevento. Lì, lo racconta tra gli altri Paolo Rumiz su Repubblica, come rappresaglia per l'uccisione di circa 40 bersaglieri da parte dei briganti di Cosimo Giordano, l'esercito dei Savoia massacrò oltre 400 persone e incendiò buona parte del villaggio. Un'orrenda carneficina sepolta nella cripta dei ricordi storici imbarazzanti. Disseppellire quella memoria forse non servirebbe a sbollire rancori inestinguibili, ma ci avvicinerebbe alla verità della nostra storia. Forse la terapia migliore per lenire le lacerazioni del passato.

 


Corriere Adriatico del 26 agosto 2010.

Il Centro Studi Civitanovesi e il confronto col Comune

"Contenzioso che poteva essere evitato"

Il centrosinistra non sarebbe mai arrivato a situazioni di questo tipo

Civitanova - "Sono convinto che un'amministrazione di centrosinistra, prima di sposare le tesi accusatorie nei confronti del Centro Studi Civitanovesi, avrebbe convocato le parti per ascoltare entrambe le campane, tentando quella mediazione che non avrebbe portato a questa grottesca situazione: affidare agli avvocati e a spese delle collettività la soluzione di questioni di lana caprina". Con queste parole Sergio Fucchi, del Centro Studi, ringrazia Francesco Micucci (Pd) per l'interessamento sulla querelle con la biblioteca comunale. "Fu proprio negli anni in cui Civitanova era retta dal centrosinistra che si costituì quella pattuglia di intellettuali e studiosi, tra cui mio padre, che nel tempo divenne la realtà più importante nel panorama culturale cittadino - ricorda Fucchi -mantenendo sempre la propria assoluta indipendenza e pubblicando la collana "Civitanova Immagini e Storie" con aiuti comunali o privati. Solo dopo l'avvento del centrodestra sono cominciati i tentativi di controllo da parte del Comune. Rimosso l'ultimo ostacolo con la nomina di un nuovo presidente della Biblioteca, nel settembre del 2009 uscì il numero 13 della collana, la cui tematica venne imposta dal Comune".

 


Resto del Carlino del 21 agosto 2010.

Pipponzi: «La battaglia legale col Centro Studi? Era inevitabile, troppe scorrettezze»

TRA LA BIBLIOTECA comunale e il Centro Studi Civitanovesi è tempo di carte bollate, l'esponente del Pd Micucci chiede spiegazioni di cotanto volar di stracci e si toglie i sassolini dalle scarpe Marco Pipponzi, presidente della Biblioteca. Intanto chiarisce che a divorziare è stato il Centro Studi «e nel farlo il suo presidente, Alvise Manni, ha compiuto una serie di scorrettezze che rasentano aspetti giuridici». Al punto che il sindaco ha messo tutto in mano a un legale. Pipponzi spiega che «andandosene, Manni si è appropriato del marchio del Centro Studi e sono sicuro che Micucci non farà difficoltà a comprendere che quello è invece patrimonio comunale che deve rimanere in Biblioteca e non nelle mani di chicchessia». Ma la cosa più grave «è che ha prelevato dalla Biblioteca documenti e se li è portati a casa senza autorizzazione e rivendicandone la paternità. Sono verbali del Centro Studi dalla sua fondazione, nell'86, ad oggi che, anche questo ricordo a Micucci, sono di proprietà comunale». Dice Pipponzi di «aver cercato per mesi un dialogo con Manni. Lo stesso sindaco gli ha inviato una lettera invitandolo al rispetto delle regole e non ha ottenuto risposta. Davanti a questo muro siamo stati costretti a rivolgerci a un legale che lo ha diffidato a restituire i verbali e il marchio». Una stoccata finale all'ex presidente della Biblioteca, Giulietta Bascioni Brattini, membro del direttivo del Centro Studi: «Stupefacente possa aver avallato l'esproprio dei verbali».

 


Corriere Adriatico del 21 agosto 2010.

Il contenzioso con il Centro Studi

Pipponzi spiega la scelta del Comune

Civitanova - Contenzioso tra il Centro Studi Civitanovesi e la Biblioteca Comunale, Marco Pipponzi spiega le ragioni. Il presidente della Biblioteca difende la scelta della giunta che ha dato incarico ad un legale di "diffidare il Centro Studi invitandolo a restituire i verbali delle riunioni e alcuni documenti. "Con la precedente gestione del Centro Studi c'era collaborazione, tanto da essere un unicum - spiega - le riunioni si svolgevano in biblioteca e il Comune pagava la collana di edizioni "Immagini e Storie". L'attuale presidente Alvise Manni, invece, ha tolto al Comune e alla biblioteca la collana, registrando un marchio di qualcosa che non ha creato, ora sovvenzionato con fondi propri. Si è dimostrato poco rispettoso delle istituzioni prendendo atti e verbali".

 


Resto del Carlino del 20 agosto 2010.

IL CONTENZIOSO

Battaglia legale col Centro studi, i dubbi di Micucci

CONTENZIOSO legale tra il Comune e il Centro Studi Civitanovese, Palazzo Sforza nomina l'avvocato Loredana Sonaglioni (ex consigliere comunale e ex componente del Cda Atac) per farsi assistere nella causa e Francesco Micucci (Pd) confeziona una interrogazione indirizzata al sindaco. Lo fa per chiedere le ragioni di «una decisone — osserva —che sembrerebbe scaturire da un rapporto tra la biblioteca comunale e il Centro Studi stesso che, negli ultimi anni, è andato via via deteriorandosi». Esprime perplessità Micucci sulla scelta di andare alle vie legali «che—sostiene — pur nella legittimità dell'atto, fa sorgere seri dubbi di opportunità sia perché va verso ulteriori lacerazioni, sia per la spesa che comporta viste le scarse risorse dell'ente comunale». Infine, vuole chiarimenti «sulle motivazioni che hanno portato ad affidare tale incarico all'avvocato Sonaglioni e qual è la spesa prevista».

 


Corriere Adriatico del 19 agosto 2010.

Micucci interroga sul Centro studi

Civitanova - Centro studi civitanovesi e amministrazione comunale sono ai ferri corti. C'è un contenzioso aperto con l'associazione, che da 25 anni collabora con la Biblioteca comunale dando vita a numerose pubblicazioni e ricerche sulla storia della città. La giunta ha incaricato l'awocato Loredana Sonaglioni per l'assistenza alla causa. A chiedere un accordo senza adire alle vie legali è il consigliere comunale Francesco Micucci (Pd). "Bisogna evitare un'ulteriore lacerazione del rapporto tra la Biblioteca e il Centro Studi che, evidentemente, negli ultimi anni è andato lacerandosi - dichiara l'esponente dell'opposizione - finora la collaborazione tra i due enti ha dato lustro alla città ed andrebbe rafforzata. L'amministrazione comunale ha un ruolo primario, vista la funzione che svolge. Adire le vie legali, pur nella legittimità dell'atto, fa sorgere dubbi di opportunità, sia perché tale scelta va verso ulteriori lacerazioni e non verso una ricucitura dei rapporti, sia anche per la spesa che tale scelta comporta per le scarse risorse dell'ente. Per questo ho presentato un'interrogazione consiliare per conoscere le motivazioni che hanno portato all'incarico legale".

 


Corriere Adriatico del 31 luglio 2010.

Il Risorgimento nella Città Alta

Alla scoperta dei luoghi con il Centro studi. Poi eventi e concerti

PAOLA VEROLINI

Civitanova - Appuntamenti nel weekend. Si comincia oggi alle ore 18 con "Quattro passi nella città alta", una visita guidata e gratuita di tutto il centro storico promossa dal Centro studi civitanovese e dall'Archeoclub d'Italia. Dopo un aperitivo di benvenuto offerto dal bar di Valentino Cerolini, Anna Maria Vecchiarelli, Alvise Manni e Raimondo Giustozzi guideranno i presenti tra le tracce del periodo risorgimentale. In piazza della Libertà, si visiterà il Palazzo della Delegazione Comunale; in vicolo dell'Arco la sede della Società operaia di mutuo soccorso "G. Garibaldi" con cimeli garibaldini. All'angolo di piazza della Libertà, la scritta inneggiante a Vittorio Emanuele II, collocata sul portale del Palazzo Concetti. In piazza dell'Unità, un'altra piazza cittadina, in via Tito Minniti e in via Oberdan, sono ancora ben visibili delle scritte dedicate al Papa Pio IX e al Re Vittorio Emanuele II quando venne in visita a Civitanova Alta. [...]

 


Corriere Adriatico del 24 giugno 2010.

Il Comune
Centro studi. E' scontro

IL CASO

Civitanova - Ma che succede tra Palazzo Sforza e il Centro studi civitanovesi? "Guerra" verrebbe da dire. Almeno leggendo la delibera della giunta comunale. "Recentemente - si legge -sono insorte problematiche con il Centro sia per la pubblicazione in modo autonomo della Collana "Civitanova. Immagini e Storie", sia per il fatto che il Centro ha raggiunto l'autonomia come associazione indipendente ed esterna alla Biblioteca Comunale". Pertanto "visto che dalla vicenda si sono sviluppati aspetti delicati e complessi, anche dal punto di vista giuridico", l'amministrazione ha deciso di nominare, come legale di fiducia, l'avvocato Loredana Sonaglioni di Civitanova. Una decisione che potrebbe sorprendere, soprattutto dopo il grande successo riscosso dal libro, patrocinato da Provincia e Regione e "pubblicato grazie ad alcuni generosi sponsor privati" (parole del presidente del Centro), ma anche per via di un calendario di iniziative per i 150 dell' Unità di Italia che potrebbe fare invidia a qualcuno. Una domanda: come mai prima di affidare l'incarico ad un legale non si è cercato di dirimere la vicenda in via amichevole?

 


Resto del Carlino del 24 giugno 2010.

Il Comune va in causa contro il «Centro studi civitanovesi»

CULTURE E CARTA BOLLATA. L'amministrazione comunale va in causa contro il Centro Studi Civitanovesi e la giunta ha deliberato la nomina di un avvocato, Loredana Sonaglioni, per l'assistenza e la consulenza giuridica nella vicenda. Tutto nasce dal divorzio tra la biblioteca comunale Zavatti e il Centro studi dopo che questo si è dato lo status di associazione culturale esterna alla biblioteca stessa dentro il cui alveo è sempre stato. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, la pubblicazione in modo autonomo di un volume «Civitanova. Immagini e storie» senza la preventiva disamina e approvazione dei contenuti da parte del Consiglio di biblioteca.

 


Corriere Adriatico del 12 giugno 2010.

Il Centro studi di nuovo protagonista

IL LIBRO

Civitanova - Dopo una Miramare gremito all'inverosimile (oltre 150 persone),sarà di nuovo presentata al pubblico, oggi pomeriggio alle 18, nell'Aditorum San Paolo, la XIV uscita della Collana "Civitanova. Immagini e Storie", edita dal Centro Studi civitanovesi. Grazie agli sponsor privati e alla famiglia Martellini, il CSC è riuscito ancora una volta a regalare un libro curatissimo dal punto di vista grafico, molto accattivante per la difformità degli argomenti e come sempre di alta divulgazione scientifica. Il presidente del CSC Manni nel segnalare i patrocini della Regione e della Provincia (assente l'amministrazione civitanovese) ricorda come la manifestazione vuole avvicinare i cittadini, e non solo, a gustare la ricchezza del patrimonio culturale e storico del territorio ancora in parte da scoprire e soprattutto ancora quasi tutto da valorizzare. La curatrice dell'opera Giulietta Bascioni ha illustrato e illustrerà questo pomeriggio le accurate ricerche che i nove autori hanno messo a disposizione di tutti.

 


Corriere Adriatico del 5 giugno 2010.

Immagini e storie di Civitanova

IL VOLUME

Civitanova - Il Centrostudi civitanovesi presenterà al pubblico oggi alle 18 all'hotel Miramare, il quattordicesimo volume della collana "Civitanova. Immagini estorie". "Il libro - fa sapere Alvise Manni, presidente del centro - esce con l'aiuto di generosi sponsor privati che hanno reso possibile un'edizione di lusso dall'elevato profilo scientifico. L'opera, a cura di Giulietta Bascioni, sarà di 128 pagine con 9 saggi di altrettanti studiosi di storia civitanovese. Il nostro centro - conclude Manni - operante dal lontano 1986, in spirito di servizio vuole mettere a disposizione veramentedi tutti il ricco patrimonio storico-artistico cittadino condividendo e divulgano le proprie ricerche locali, anche sul sito www.centrostudicivitanovesi.it". Oltre ad oggi il volume della collana "Civitanova. Immagini e storie", sarà presentato di nuovo il 12 giugno, sempre alle ore 18, all'Auditorium "San Paolo" a Civitanova.

 


Resto del Carlino del 5 giugno 2010.

OGGI SI PRESENTA IL LIBRO DEL CENTRO STUDI

La storia di Civitanova in foto

IL CENTRO STUDI civitanovesi annuncia che oggi e 12 giugno, alle 18, rispettivamente nelle sale dell'Hotel «Miramare» a Civitanova e all'Auditorium «San Paolo» a Civitanova Alta, presenterà al pubblico il quattordicesimo volume della Collana «Civitanova. Immagini e Storie». «Il libro — dice una nota firmata dal presidente del Centro studi civitanovesi Alvise Manni — esce con l'aiuto di generosi sponsor privati che hanno reso possibile un'edizione di lusso e come sempre dall'elevato profilo scientifico.
L'opera, a cura di Giulietta Bascioni, sarà di ben 128 pagine con 9 saggi di altrettanti studiosi di storia civitanovese. Invitiamo tutti a essere presenti perché solo nelle due date suddette agli intervenuti sarà consegnata una copia gratis del prezioso volume. Il nostro Centro studi civitanovesi, operante dal lontano 1986, in spirito di servizio vuole mettere a disposizione veramente di tutti il ricco patrimonio storico-artistico cittadino condividendo e divulgano le proprie ricerche locali». Per tutte le informazioni sull'attività e gli appuntamenti promossi dall'associazione consultare il sito internet www.centrostudicivitanovesi.it.

 


Corriere Adriatico del 3 giugno 2010.

Un libro dedicato alla storia della città

Manni del Centro Studi "Siamo certi di incontrare i favori dei pubblico I giovani vanno coinvolti"

Civitanova - Non solo novità per le celebrazioni dèi 150 anni dell'Unità d'Italia. Alvise Manni, presidente del Centro Studi civitanovese annuncia la presentazione, il 5 e 12 giugno, alle 18, rispettivamente all'Hotel Miramare e all'Auditorium San Paolo nella città alta, del 14° volume della Collana "Civitanova. Immagini e Storie".
Manni inizia dagli aggiornamenti per le celebrazioni dei 150 anni dell' Unità Italia. "Dall'ultimo vostro articolo -spiega - abbiamo finalmente perfezionato i dettagli del grande convegno di storia locale che terremo a Civitanova nella seconda metà di dicembre di questo anno". Sembra di capire che sarà un programma abbastanza articolato. "Ad oltre 17 anni dalla prima conferenza regionale sui Beni Culturali delle Marche "Territorio Ricerca Partecipazione" i Salesiani di San Marone torneranno ad ospitare, nel loro cine - teatro Conti, un importante Simposio Scientifico di ampio respiro che durerà un'intera giornata fitta di interventi interessanti". I dettagli? Presto detto. "La vera novità è che non sarà il solito incontro sulla storia locale (come oramai finalmente se ne cominciano a organizzare molti): sarà invece un convegno di storici locali che partiranno appunto dalla storia locale per trattare temi di interesse più generale: sarà quindi la storia raccontata non dall'alto, ma da protagonisti appassionati della ricerca storica". Siamo quindi di fronte ancora una volta ad una significativa manifestazione culturale di alto livello da offrire al pubblico civitanovese. "Abbiamo voluto coinvolgere venti rinomati studiosi, in pratica da tutta la regione, per divulgare le loro ultime scoperte storico-artisti-che o anche per approfondire tematiche che si reputano di particolare interesse: si spazierà dal Medioevo fino al XX secolo, trattando di musica, architettura, storia, archeologia, letteratura con un occhio particolare rivolto naturalmente alle tematiche risorgimentali ora tanto di moda. Siamo certi di incontrare i favori del pubblico e speriamo di riuscire a coinvolgere adeguatamente anche i giovani su queste tematiche tanto legate al passato del nostro territorio". E ora è in arrivo il 14° volume della Collana "Civitanova. Immagini e Storie". "Il libro esce con l'aiuto di generosi sponsor privati che hanno reso possibile un'edizione di lusso e come sempre dall'elevato profilo scientifico. L'opera, a cura di Giulietta Bascioni, sarà di ben 128 pagine con 9 saggi di altrettanti studiosi di storia civitanovese. Invitiamo tutti ad essere presenti perché solo nelle due date suddette agli intervenuti sarà consegnata una copia gratuita del prezioso volume".

p.v.

 


Corriere Adriatico del 17 aprile 2010.

L'associazione culturale guidata da Alvise Manni coinvolta negli eventi per i 150 anni dell'Unità d'Italia

Il Centro studi protagonista in città

PAOLA VEROLINI

Civitanova - Non se l'aspettava Alvise Manni, presidente del Centro studi civitanovesi, di essere convocato, ieri mattina, nella sede della Prefettura per parlare del programma di iniziative che saranno organizzate per il 150° dell'Unità d'Italia.

"Mi ha piacevolmente stupito - ha detto - e siamo onorati di far parte del comitato promosso e coordinato dal prefetto Piscitelli". Per la ricorrenza, Manni insieme a Raimondo Giu-stozzi (con la collaborazione dell'Archeoclub, delle parrocchie di San Marone e San Paolo Apostolo), daranno vita, in città, al ciclo di conferenzé dal titolo "Altri Risorgimenti" che da settembre, con una cadenza quasi mensile, termineranno ad aprile 2011. Nel mezzo, un importante convegno sulla storia locale.

Si comincia il 16 settembre con "L'invenzione dell'Italia Unita". Poi è la volta di "Il Risorgimento da riscrivere". Ad ottobre ci sarà "Don Bosco e l'emergenza socio-educativa nel periodo risorgimentale per la formazione di onesti cittadini e buoni cristiani. A novembre "Il Cardinale Filippo De Angelis Arcivescovo di Fermo (1842 -1877) nel Risorgimento alla luce di documenti inediti". Nel mese di dicembre è prevista l'organizzazione di un convegno sulla storia locale. A gennaio "Il Regno dei Borboni: palestra pedagogica e scuola d'eccellenza". A febbraio "Lo Stato Pontificio ed il fenomeno dei Briganti postunitari". A marzo "La Resa dell'ultima Fortezza borbonica di Civitella del Tronto nel Teramano" e per finire il 9 aprile "Carità di Patria: la spiritualità del Risorgimento tra poesia, religione ed affettività (1820 -1860)".

Tutte le conferenze si terranno dopo cena alle ore 21 e per dare la possibilità agli studenti di non perdersi neanche una puntata, saranno video registrate e proiettate nelle scuole il giorno dopo. Insomma, un progetto culturale molto interessante, con l'obbiettivo sì di celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, ma con la speranza di stimolare anche un maggiore coinvolgimento nei confronti della cultura e della storia. 'Vogliamo offrire - ha spiegato Manni - ad un pubblico non necessariamente composto da specialisti, anzi, una panoramica a 360° toccando questioni anche scomode: secondo noi, occorre finalmente affrontarle per capire meglio un fenomeno molto complesso come i nostri Moti insurrezionali. Daremo spazio a ricercatori che con un linguaggio divulgativo e scientifico insieme, tratteranno sia di questioni risorgimentali "classiche" sia dello Stato Pontificio e del Regno Borbonico. Il tutto senza mettere assolutamente mai in discussione l'Unità Nazionale".

 


Corriere Adriatico del 6 aprile 2010.

Gran lavoro per il Centro studi civitanovesi guidato dal presidente Alvise Manni

Un'azione che dura da ben 24 anni

Tanti eventi per l'Unità d'Italia

"Vogliamo offrire al pubblico una panoramica a 360 gradi toccando questioni anche scomode"

Civitanova - Iniziative in cantiere per il Centro studi civitanovesi. a parlarne, il presidente Alvise Manni.
"Da oltre sei mesi, in previsione del 150° dell'Unità d'Italia, abbiamo preso contatti con diversi studiosi per organizzare un ciclo di conferenze che avranno per tema il Risorgimento, visto da diverse angolature non sempre convenzionali, alcune anche lontane dalla vulgata unitaria corrente".
Incontri, dunque, diversi da quelli che si cominciano ad organizzare anche dalle nostre parti?
"Vogliamo offrire ad un pubblico non necessariamente composto da specialisti, anzi, una panoramica a 360° toccando questioni anche scomode: secondo noi, occorre finalmente affrontarle per capire meglio un fenomeno molto complesso come i nostri Moti insurrezionali. Daremo spazio a ricercatori che con un linguaggio divulgativo e scientifico insieme, tratteranno sia di questioni risorgimentali "classiche" sia dello Stato Pontificio e del Regno Borbonico, senza passare insomma obbligatoriamente attraverso il filtro savoiardo. Il tutto senza mettere assolutamente mai in discussione l'Unità Nazionale"
Può essere più dettagliato?
"Si partirà a settembre e con una cadenza quasi mensile si finirà ad aprile 2011. Gli incontri si svolgeranno dopo cena e toccheranno argomenti religiosi, socio-economici, politico-militari, pedagogici e filosofico-letterari. L'organizzazione di questo ambizioso progetto è frutto di una sinergia con altre Associazioni e realtà da tempo molto radicate ed attivamente impegnate nel nostro tessuto cittadino: non trascureremo di coinvolgere anche la Città Alta oltre al Porto. Non mancherà il sostegno economico di generosi sponsor, molto sensibili e disponibili verso la cultura locale del territorio".
E' una programmazione stimolante.
In effetti manca ancora una parte integrante di questo Progetto Culturale che però sarà l'argomento di cui magari parleremo la prossima volta. Concludendo ci pare che le nostre idee, da qualche anno, facciano da apripista attivando un circolo virtuoso che porta poi altri a seguire la scia organizzando ulteriori manifestazioni ed arricchendo in tal modo l'offerta culturale della città: ci piace sentirci lievito e seme che porta frutto (www.centrostudicivitanovesi.it).

LA SCHEDA

Civitanova - Il Centro studi civitanovesi è nato nel 1986 e sono quindi 24 anni che, a vario titolo, anima e partecipa alla vita culturale di Civitanova, riunendo studiosi e appassionati di storia, arte, letteratura, archeologia, locali e non. Collabora in sinergia con svariate realtà culturali civitanovesi. Ha al suo attivo decine di pubblicazioni e innumerevoli eventi organizzati relativi al suo territorio, in particolar modo la Collana "Civitanova. ImmaginieStorie" (entro breve uscirà il numero 14). Attualmente il presidente è Alvise Manni. Tra i membri troviamo Giulietta Bascioni, Isabella Cervellini, Franco Di Costanzo, Sergio Fucchi, Paola Giorgi, Alfredo Maulo, Enzo Mosca, Paolo Pietrella, Anna Maria Vecchiarelli. L'associazione, che non ha fini di lucro, ha lo scopo di tutelare, valorizzare e promuovere gli studi su Civitanova, la sua storia, la sua cultura, il suo territorio, i suoi personaggi e di approfondire tutti gli argomenti in qualsiasi modo ad essa collegati, senza eventualmente escludere interessi storico-culturali differenti.

 


Corriere Adriatico del 7 marzo 2010.

"Un solo centro su Annibal Caro"

Il presidente Manni spazza via le polemiche. Grande impegno per la cultura

TRA PASSATO E FUTURO

PAOLA VEROLINI

Civitanova - Una chiacchierata con Alvise Manni, riconfermato presidente, da qualche giorno, dei prestigiosi Centri studi civitanovesi e cariani.

Manni, se l'aspettava?

"Ringrazio per la fiducia accordatami da queste due associazioni che guido dal 2006 e dal 2007".

Quando, come e perché sono nati questi centri?

"La storia del Csc inizia nel 1986 quando si costituì ufficiosamente un Centro Studi che ha operato a stretto contatto con la Biblioteca Comunale per oltre due decenni. Nel 2009 ha ampliato il suo raggio d'azione, articolandosi sempre più al suo interno, cambiando la denominazione originaria: è un sodalizio culturale autonomo e aperto a chiunque. Il Cesca è sorto nel 2007 sulla scia delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita del Caro e ha le stesse caratteristiche del Csc. Per entrambi i centri riceviamo numerose richieste di collaborazione".

Oltre al Caro e a Cecchetti avete lavorato ad altri importanti filoni.

"Fin dall'inizio il Csc ha sempre dovuto industriarsi per finanziare la pubblicazione dei volumi della collana 'Civitanova. Immagini e Storie'. Il numero 1, del 1987, è stato finanziato da privati. Da lì in poi il Comune ha finanziato quasi ogni numero, tranne il 4 e il 10. Siamo sempre disponibili a progetti di collaborazione con il Comune e con la Biblioteca, nel pieno rispetto delle reciproche autonomie, ma siamo anche aperti verso chiunque abbia a cuore la storia e la cultura locale".

Non le sembra strano che in città opererà un altro Centro Studi su Annibale Caro?

"L'iniziativa può sembrare un po' inutile, ma di Centro Studi Cariani ce ne sarà sempre e solo uno, il nostro, mentre l'altra entità si darà, probabilmente, un'altra denominazione. In ogni caso laddove c'è fermento culturale ben vengano nuovi soggetti".

Il vostro rapporto con il Comune non sembra dei migliori.

"Può capitare che gli amministratori siano più o meno sensibili al modo con cui lavorano le realtà culturali della città e in questo contesto possono crearsi dannosi steccati frutto dell'assurda convinzione che solo l'azione culturale delle istituzioni sia degna di attenzione: un maggior coinvolgimento delle associazioni nella programmazione culturale porterebbe alla produzione di eventi di maggior rilievo".

Ultima domanda. Sono vere le voci sul divorzio con la Biblioteca comunale?

"Martedì avremo un incontro per chiarire la situazione".

 

Tante le iniziative in programma

Civitanova - Sulla programmazione cuIturale futura dei due Centri, il presidente Manni fa sapere "che agiungo usciremo con una nuova Miscellanea (il quattordicesimo volume della Collana "Civitanova. Immagini e Storie") e poi partiremo con un Ciclo di ottoconferenze sul Risorgimento da settembre 2010 fino ad aprile 2011 (per contribuire a ricordare i 150 annideirUnitàd'ltalia); il prossimo autunno torneremo ad occuparci di Sibilla Aleramo ed alla fine del 2010 organizzeremo un grande Convegno di Storia Locale: e poi ci sono altri progetti che sono ancora in fieri".

 


Resto del Carlino del 5 marzo 2010.

Divorzio tra la biblioteca comunale e il Centro studi

E' DIVORZIO tra la Biblioteca Comunale Zavatti e il Centro Studi Civitanovesi. La decisione è stata deliberata a maggioranza (un solo voto contrario) dal Consiglio di Biblioteca che si è riunito il 24 febbraio e ha deciso che lo «status» del Centro Studi da ora in avanti è quello di una associazione culturale autonoma ed esterna alla Biblioteca, in quanto non più in continuità con quello fondato nel 1986. Incongruenze con l'originario Regolamento e la possibile pubblicazioni di un volume «Civitanova. Immagini e storie» senza la preventiva disamina e approvazione dei contenuti da parte del Consiglio di Biblioteca sono le motivazioni alla base della decisone presa e di cui il presidente della Biblioteca comunale, Marco Pipponzi, ha informato il sindaco Massimo Mobili e l'assessore alla cultura Erminio Marinelli.


 

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